Giurisprudenza

7 Settembre 2020 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Accordi di composizione della crisi e dilazione dei pagamenti

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Negli accordi di ristrutturazione dei debiti è giuridicamente possibile prevedere la dilazione del pagamento dei crediti prelatizi anche oltre il termine di un anno dall’omologazione e al di là delle fattispecie di continuità aziendale, purché si attribuisca ai titolari di tali crediti il diritto di voto a fronte della perdita economica conseguente al ritardo con cui vengono corrisposte le somme ad essi spettanti o, con riferimento ai piani del consumatore, purché sia data ad essi la possibilità di esprimersi in merito alla proposta del debitore. A sottolineare questo principio è la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 17391 del 20 agosto 2020.

Il caso riguarda il tribunale di Civitavecchia che ha respinto il reclamo di A. S. nei riguardi del diniego di omologazione di una proposta di accordo di composizione della crisi da sovraindebitamento. Il tribunale ha ritenuto ostativa la circostanza che il reclamante, piccolo imprenditore agricolo, avesse prospettato il pagamento dilazionato di un credito ipotecario in cinque anni dall’omologazione contrariamente a quanto dispone l’art. 8, quarto comma, della L. n. 3 del 2012, per cui la proposta di accordo può contemplare una moratoria fino a un anno, purché in continuazione dell’attività d’impresa. Contro la decisione del tribunale, A.S. è ricorso in Cassazione.

La Suprema ha cassato la decisione in quanto negli accordi di ristrutturazione dei debiti è giuridicamente possibile prevedere la dilazione del pagamento dei crediti prelatizi anche oltre il termine di un anno dall’omologazione. La dilazione di pagamento, nel senso di cui alla proposta di cui è causa, non determina un problema di fattibilità di tipo giuridico, quanto piuttosto un possibile rilievo di convenienza per i creditori.

Neppure le possibili perplessità dinanzi a piani di pagamento con orizzonte temporale rilevante impongono la conseguenza di una illegittimità tout court di previsioni di pagamenti rateali ultrannuali; invero esse non sono di per sé ostative perché il punto resta per intero suscettibile di esser compreso nella valutazione di convenienza, notoriamente riservata ai creditori che hanno diritto di voto, i quali creditori sono gli unici a dover valutare se una proposta di accordo del tipo di quella indicata, implicante pagamenti dilazionati, sia o meno conveniente a fronte delle possibili alternative di soddisfacimento.

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