Fisco

12 Febbraio 2020 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Agenzia delle entrate segue il Mef sui forfettari

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Dopo la risposta del Mef alle due interrogazioni presentate dalla VI Commissione Finanze, ecco la risoluzione n. 7/E dell’11 febbraio 2020 con la quale l’Agenzia delle entrate fornisce chiarimenti in merito alle modifiche al regime forfettario apportate dalla Legge di bilancio 2020.

Le nuove disposizioni si riferiscono sia ai requisiti d’accesso che a quelli di esclusione dal regime in oggetto. Il comma 692 lettera a) dell’articolo 1 prevede che i contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni applicano il regime forfetario se, al contempo, nell’anno precedente hanno conseguito ricavi ovvero percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a euro 65.000 e se hanno sostenuto spese per il personale e per lavoro accessorio superiori a 20.000 euro. Per quanto riguarda la causa d’esclusione, la Legge di bilancio prevede l’ipotesi in cui, nel periodo d’imposta precedente, il soggetto abbia percepito redditi di lavoro dipendente o assimilati di importo lordo superiore a 30.000 euro.

L’individuazione del periodo di imposta a decorrere dal quale le suddette modifiche producono effetto è stata una questione dibattuta per settimane, ma anche l’Agenzia ha dato la sua risposta. Il tutto va verificato con riferimento all’anno precedente all’applicazione del regime forfetario. Di conseguenza, i contribuenti che nel 2019 hanno superato i limiti previsti non potranno accedere al regime forfettario nel 2020.

Con riferimento all’eventuale contrasto delle nuove norme con l’articolo 3 dello Statuto dei diritti del contribuente, si osserva che le modifiche apportate al regime con la legge di bilancio per il 2020 non impongono alcun adempimento immediato, atto a garantire le condizioni abilitanti per la permanenza nel regime per i soggetti che nel 2019 avevano i requisiti per fruire del forfait. Infatti, il requisito (non aver sostenuto più di 20.000 euro di spese per lavoro accessorio, lavoratori dipendenti e collaboratori) e la causa di esclusione (aver percepito più di 30.000 euro di redditi da lavoro dipendente e assimilati) impongono esclusivamente una verifica dell’eventuale superamento di dette soglie.

Inoltre, l’eventuale fuoriuscita dal regime forfettario comporterà per il contribuente l’adozione del regime ordinario, con i consueti adempimenti e secondo regole note e già fissate nell’ambito dello stesso regime forfetario: in tale ottica, non sembra possibile ritenere che si contravvenga al contenuto dispositivo dell’articolo 3, comma 2, dello Statuto dei diritti del contribuente.

 

Fonte Agenzia delle entrate

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