Fisco

30 Ottobre 2019 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Agevolazione prima casa e risoluzione atto di donazione per mutuo consenso

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La risoluzione per mutuo consenso dell’atto di donazione posto in essere da un contribuente non comporta la perdita dell’agevolazione prima casa fruita per l’acquisto dell’immobile avvenuto in data successiva rispetto allo scioglimento della donazione. Lo precisa l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 443 del 29 ottobre 2019.

Il caso riguarda un soggetto che in data 7 ottobre 2005 ha donato ai genitori un’abitazione, per la quale aveva fruito delle agevolazioni prima casa in sede di acquisto avvenuto il 18 novembre 1998 e che in data 13 gennaio 2006, l’istante ha acquistato un immobile, fruendo delle agevolazioni prima casa.

L’interpellante intende risolvere per mutuo consenso l’atto di donazione del 7 ottobre 2005 e chiede se detto atto determini la decadenza dalle agevolazioni prima casa, di cui ha beneficiato con l’atto del 13 gennaio 2006.

L’Agenzia delle entrate risponde che la risoluzione consensuale del contratto assolve alla funzione di ritrattazione bilaterale di un negozio per concorde volontà delle parti, ossia vengono revocati gli effetti di un precedente accordo. Le parti sono libere di regolare gli effetti prodotti da un precedente negozio, avente ad oggetto anche il trasferimento di diritti reali immobiliari, indipendentemente dall’esistenza di eventuali fatti o circostanze sopravvenute, impeditive o modificative dell’attuazione dell’originario regolamento di interessi.

Inoltre, lo scioglimento per mutuo consenso di un contratto a effetti traslativi realizza un nuovo trasferimento di proprietà e quindi la pattuizione con la quale si verifica la retrocessione del bene donato nuovamente in capo all’originario donante configura un nuovo contratto di donazione. Alla luce di tali premesse, l’Agenzia ritiene che il mutuo consenso della precedente donazione non possa comportare la decadenza dall’agevolazione prima casa goduta sull’acquisto oneroso del 2006, in quanto al momento della stipula dell’atto di compravendita non vi erano cause ostative previste dalla legge.

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