Fisco

3 Novembre 2020 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Attività non iniziata e credito d’imposta locazioni immobili, si può

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 Il contribuente che ha aperto la partita IVA nel 2020, ma non ha ancora avviato l’attività può accedere al credito d’imposta sui canoni di locazione di immobili ad uso non abitativo (di cui all’art. 28 del DL 34/2020), senza necessità di verificare il calo del fatturato. Il credito maturerà solo successivamente all’inizio dell’attività (anche oltre giugno 2020) atteso che solo in questo momento sarà possibile verificare la condizione inerente la destinazione dell’immobile locato ad una delle attività indicate dalla norma agevolativa. È quanto chiarisce l’Agenzia delle entrate nella risposta a interpello n. 509, del 2 novembre 2020.

Il caso riguarda un soggetto che ha aperto la partita IVA nel 2020 ed è titolare di una ditta individuale, con decorrenza dal 2020, nel settore della ristorazione (bar ed esercizi simili senza cucina). Successivamente, ha stipulato un contratto di locazione ad uso commerciale. Tuttavia, a causa dell’emergenza da COVID-19, non ha mai avviato la propria attività. Ad oggi, pertanto, l’impresa individuale risulta ancora inattiva.

L’istante richiama la disposizione contenuta nell’articolo 65 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18 (di seguito, decreto Cura Italia) che prevede un credito d’imposta, a favore dei soggetti esercenti attività di impresa, pari al 60 per cento delle spese sostenute a marzo 2020 per canoni di locazione purché relativi ad immobili rientranti nella categoria catastale C/1.

Inoltre, si rifà all’articolo 28 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 (di seguito, decreto Rilancio) che prevede un credito d’imposta a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa per l’anno 2020, nella misura del 60 per cento dell’ammontare del canone di locazione di immobili di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola e di interesse turistico, con riferimento ai mesi di marzo, aprile e maggio 2020. A tal fine, l’istante chiede di avere la conferma che sia possibile fruire del credito d’imposta anche se non è stata ancora iniziata l’attività.

Infine, dal momento che non ha emesso alcuna fattura nei mesi di aprile e maggio 2020 e, di conseguenza, non è possibile dimostrare il requisito relativo al calo di fatturato, chiede se nell’ipotesi di mancato inizio dell’attività o di mancata emissione di fatture nei mesi di marzo, aprile, maggio 2019 possa rientrare nella fruizione di tale credito d’imposta.

Secondo l’Agenzia delle entrate l’istante rientra tra i soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019 e che, di conseguenza, in linea di principio, possono fruire del credito d’imposta di cui all’articolo 28 del decreto Rilancio anche in assenza del requisito inerente alla riduzione del fatturato. Tuttavia, nel caso di specie, non risulta integrato l’ulteriore requisito riguardante la destinazione all’uso commerciale dell’immobile locato. Pertanto, la fruizione del credito è rinviata al momento successivo a quello in cui si realizzerà lo svolgimento effettivo dell’attività dichiarata, momento in cui sarà dimostrabile la specifica destinazione dell’immobile, anche se posteriore a giugno 2020.In ogni caso, l’istante maturerà il diritto al credito in relazione alle quote riferibili ai mesi di marzo, aprile, maggio e giugno 2020.

I due crediti d’imposta sulle locazioni – decreto Cura Italia e Rilancio – non sono cumulabili.

 

Fonte agenzia delle entrate

 

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