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Giurisprudenza

26 Marzo 2019 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Bonus prima casa ok per vendita immobile a terzi causa separazione

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Il trasferimento dell’immobile acquistato con l’agevolazione “prima casa” prima del decorso di cinque anni dall’atto di acquisto agevolato, anche se effettuato a favore di un terzo (e non del coniuge), in esecuzione delle condizioni dell’accordo di separazione, pur non essendo riconducibile alla forza maggiore, non determina la decadenza dal beneficio. Lo afferma l’ordinanza n. 7966 della Cassazione, depositata il 21 marzo 2019.

La CTR dell’Umbria ha accolto l’appello proposto dalla Agenzia delle Entrate avverso la sentenza della CTP di Perugia, la quale aveva a sua volta accolto il ricorso di M.A. avverso gli avvisi di liquidazione relativi all’anno 2007, con i quali venivano revocate le agevolazioni relative all’acquisto della prima casa. Come si evince dalla sentenza della CTR e dagli atti delle parti: la revoca delle agevolazioni relative all’acquisto della prima casa conseguivano alla vendita della stessa ad un terzo prima del quinquennio, in ragione degli accordi stipulati in sede di separazione consensuale; la CTP accoglieva il ricorso proposto da M.A.; l’Agenzia delle Entrate proponeva appello davanti alla CTR e avverso la sentenza della CTR, M.A. proponeva il ricorso per cassazione.

La Suprema Corte ha accolto il ricorso e cassato la sentenza. L’analisi degli Ermellini parte dall’articolo 19 della L. 74/1997 che dispone in via assolutamente generale l’esenzione dall’imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa degli atti stipulati in conseguenza del procedimento di cessazione degli effetti civili del matrimonio e, a seguito di Corte Cost. n. 154 del 1999, anche del procedimento di separazione personale tra coniugi, senza alcuna distinzione tra atti eseguiti all’interno della famiglia e atti eseguiti nei confronti di terzi.

La ratio della norma è senza dubbio quella di agevolare la sistemazione dei rapporti patrimoniali tra coniugi a seguito della separazione o del divorzio e quindi recuperare l’imposta in conseguenza della inapplicabilità dell’agevolazione fiscale sulla prima casa da parte dell’Erario significherebbe sostanzialmente imporre una nuova imposta su di un trasferimento immobiliare avvenuto in esecuzione dell’accordo tra i coniugi e, pertanto, andare palesemente in senso contrario alla ratio della disposizione.

La giurisprudenza di legittimità ha già escluso la decadenza dal beneficio prima casa ove l’alienazione infraquinquennale avvenga, in esecuzione dell’accordo di separazione, a favore di uno dei coniugi. Inoltre, spiega la Cassazione, la norma esentativa non distingue in alcun modo tra atti eseguiti all’interno della famiglia ed atti eseguiti nei confronti di terzi ed il principio enunciato dalle sentenze sopra citate, con riferimento al trasferimento all’interno del nucleo familiare, è di portata assolutamente generale, sicché deve estendersi anche all’ipotesi in cui i coniugi abbiano stabilito, nel corso degli accordi conseguenti alla separazione, di trasferire l’immobile acquistato con le agevolazioni prima casa ad un soggetto terzo.

 

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