Fisco

29 Maggio 2017 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Cala il sipario sugli studi di settore

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Con il periodo d’imposta 2016 termina l’applicazione della disciplina di accertamento riguardante gli studi di settore e i loro parametri. Le prossime dichiarazioni dei redditi, quindi, accoglieranno per l’ultima volta i dati necessari all’applicazione della disciplina in oggetto.

Nati a metà degli anni Novanta (D.L. 331/1993) come metodo per definire gli incassi di imprese e lavoratori autonomi in base alle caratteristiche dei settori produttivi, gli studi cesseranno di avere effetto grazie all’introduzione di indici sintetici di affidabilità (Isa-L.225/2016). Infatti, alla Camera, la commissione Bilancio ha recentemente approvato un emendamento, che – nell’ambito della manovra correttiva dei conti pubblici – rende operativo il nuovo strumento a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2017.

La novità di maggior rilievo per il periodo d’imposta 2016 è rappresentata dalla riduzione del numero degli studi di settore applicabili: da 204 agli attuali 193. Dal punto di vista dei contenuti, invece, si riscontra una decisa contrazione dei dati richiesti nel modello (circa 5.300 variabili rispetto all’annualità precedente), mentre nessuna variazione sostanziale, si registra per gli elementi contabili e per il quadro A inerente agli addetti all’attività.

Anche per il periodo d’imposta 2016, pertanto, è confermata la tipica struttura di modelli e istruzioni divisi per comparti: istruzioni generali, elementi contabili (quadro F e G), personale addetto all’attività (quadro A), dati congiunturali (quadro T), altre informazioni rilevanti (quadro X) e ulteriori dati specifici (quadro V).

Inoltre, per quanto concerne l’ipotesi di “periodo di non normale svolgimento dell’attività”, quest’anno viene ricompresa – con l’aggiunta della lettera h) alle istruzioni parte generale – la fattispecie dei soggetti colpiti da eventi sismici, i quali potranno invocare tale specifica causa di esclusione dall’applicazione degli studi.

L’Isa è il nuovo strumento che verrà introdotto nel corso dell’anno 2017 e si basa sul grado di affidabilità del contribuente, permettendo di abbandonare definitivamente gli studi di settore spesso utilizzati come metodo di accertamento presuntivo.

Gli Isa, elaborati su analisi di dati e informazioni relativi a più periodi d’imposta, saranno i nuovi parametri di riferimento. Verrà determinato un indicatore che fornirà il grado di affidabilità fiscale del contribuente il quale riceverà una sorta di voto su una scala da 1 a 10, con la possibilità di accedere – in caso di alte valutazioni – a benefici in tema di accertamenti e adempimenti.

L’indicatore sarà elaborato sulla base di una metodologia statistico-economica che prenderà in considerazione: gli indicatori di normalità economica; il valore aggiunto e il reddito d’impresa; un modello di regressione basato su dati relativi ad un più ampio periodo temporale (otto anni invece di uno); l’andamento ciclico (attuale) senza la necessità di predisporre ex-post specifici correttivi congiunturali e una nuova procedura per l’individuazione di modelli organizzativi, minori di numero e più stabili nel tempo.

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