Giurisprudenza

4 Marzo 2021 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Canone di locazione per uso non abitativo ai tempi della pandemia

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Un contratto può essere risolto se l’inadempienza di una delle due parti è considerata grave, in altre parole, come specifica l’articolo 1455 del Codice civile, la risoluzione contrattuale non può avvenire se l’inadempimento di una delle parti ha scarsa importanza.

In riferimento alle locazioni di tipo abitativo, l’inadempienza del conduttore, in relazione al mancato pagamento dei canoni periodici, è definita grave qualora superi le due mensilità, mentre per le locazioni commerciali, il Legislatore non è intervenuto in modo puntuale a stabilire il numero di canoni di locazione che qualificano come grave l’inadempimento, per cui questa valutazione dovrà essere effettuata dal giudice chiamato a considerare anche presupposti più ampi.

È quello che è successo al Tribunale di Spezia: un conduttore, titolare di una attività non soggetta a serrata obbligatoria durante il periodo della quarantena del 2020, è stato chiamato davanti al giudice per non aver pagato tre mesi di locazione, con la conseguente notifica di sfratto per morosità e la richiesta di risoluzione contrattuale per grave inadempienza.

 La sentenza numero 617 del 14 dicembre 2020 del Tribunale della Spezia puntualizza che, al fine di questa valutazione, non interessa solo il mancato pagamento del canone ma anche altre circostanze, e nello specifico “va considerato che l’inadempimento si è verificato durante il periodo di emergenza sanitaria causata dal Covid19 che ha sicuramente inciso, seppure in via riflessa, anche sulle attività professionali che hanno continuato ad essere esercitate come quella del convenuto”.

Il giudice ha valutato come non grave l’inadempimento del locatario e di conseguenza non accoglie la domanda di risoluzione contrattuale. Ma non è tutto: nel suo giudizio occorre considerare l’importo non rilevante della morosità, la durata temporanea della medesima e circoscritta ai mesi dell’emergenza sanitaria e infine la condotta del convenuto improntata alla correttezza e alla buona fede.

Concludendo, il mancato pagamento dei canoni di locazione durante il periodo in esame non può essere considerato, da solo, motivo sufficiente per definire grave l’inadempimento del conduttore; tuttavia, questo elemento va comunque inserito nel contesto specifico della situazione del locatario, il quale dovrà comunque essere in grado di dimostrare un certo livello di buona fede e la transitorietà dell’inadempimento.

 

 

 

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