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25 Ottobre 2018 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Carburanti: cresce il prezzo spariscono i benzinai

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La rete italiana di distribuzione carburanti è in crisi. Negli ultimi sette anni hanno chiuso circa quattromila pompe e altri diecimila addetti sono senza contratto o precari. Questo è quanto emerge dal Rapporto 2018 presentato dalla Faib (Federazione Autonoma Italiana Benzinai) Confesercenti in occasione della propria assemblea.

La situazione è preoccupante e senza incoraggianti segnali di ripresa. In un comparto di più di 60mila addetti con oltre 20mila impianti, una delle cause della crisi è la fuga dei grandi colossi petroliferi dal mercato italiano. Tra il 2010 e il 2017 i punti vendita colorati (convenzionati con un marchio) sono diminuiti del 21 per cento (da 21.000 a 16.667), mentre ancora più rilevante il calo degli operatori indipendenti che espongono marchi delle compagnie petrolifere (-31 per cento in dieci anni), senza dimenticare gli impianti delle compagnie petrolifere stesse (-17 per cento in dieci anni). L’unica nota positiva proviene dalle cosiddette pompe bianche (stazioni indipendenti senza marchio di note compagnie): dal 2010 l’aumento è del 138 per cento (oltre 4mila unità).

Ulteriore elemento negativo, sottolinea la Faib, l’allerta illegalità su tutta la filiera della rete distributiva. Dall’arrivo di prodotti di dubbia provenienza con elusione degli obblighi fiscali (accise e Iva), all’immissione di carburanti qualitativamente scadenti, fino all’abuso del riscaldamento del prodotto i cui costi vengono ribaltati sulla distribuzione finale.

“A chiudere sono soprattutto le pompe colorate, mentre gli addetti precari o senza contratto subiscono le conseguenze della sistematica violazione delle leggi sull’affidamento degli impianti da parte di chi eredita le reti dei grandi marchi. Una situazione che ha dato vita ad una contrattazione tanto di fantasia quanto illegale, fino al caporalato petrolifero. Il caos della rete non può essere ignorato. Il Governo, dopo un primo intervento rapido e positivo sulla fatturazione elettronica, non ha più rivolto la sua attenzione al settore. E’ urgente cambiare direzione. Bisogna eliminare disparità e abusi prevedendo un costo di distribuzione o margine medio di settore.” ha dichiarato Martino Landi, presidente di Faib.

Rapporto 2018-Fonte Faib

 

 

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