Giurisprudenza

17 Luglio 2019 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Casa di lusso? Si contano anche i muri

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La legge stabilisce che le singole unità immobiliari aventi superficie utile complessiva superiore a mq. 240 vengono considerate abitazioni di lusso. La Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 17470 del 28 giugno 2019, ha ribadito che vanno esclusi dal dato quantitativo globale della superficie dell’immobile indicata nell’atto di acquisto solo balconi, terrazze, cantine, soffitte, scale e posto macchina, e non l’intera superficie non calpestabile, come quella inerente a mura perimetrali e divisorie.

Il caso riguarda un avviso di liquidazione per imposta di registro, emesso da un ufficio pescarese dell’Agenzia delle entrate relativo alla revoca dell’agevolazione prima casa, per superamento del limite di 240 mq.

La Ctp di Pescara ha accolto il ricorso del contribuente, mentre la Ctr dell’Abruzzo ha successivamente rigettato l’appello dell’ufficio. Entrambe le Corti concordavano con la prospettazione di parte contribuente, che aveva qualificato come non “di lusso” il bene compravenduto, escludendo dal calcolo della superficie utile i muri perimetrali e quelli divisori.

L’Agenzia delle entrate ricorreva in Cassazione ritenendo, in particolare, illegittimo che il computo, effettuato dai giudici regionali abruzzesi, escludesse lo spazio dell’immobile occupato dalle mura.

La Corte di cassazione, nell’accogliere il ricorso, fa richiamo al principio secondo cui, in tema di imposte di registro, ipotecarie o catastali, per stabilire se un’abitazione sia di lusso e, quindi, esclusa dai benefici per l’acquisto della prima casa, la sua superficie utile va determinata in quella che – dall’estensione globale riportata nell’atto di acquisto sottoposto all’imposta – residua una volta detratta la superficie di balconi, terrazze, cantine, soffitte, scale e posto macchina. Quindi, occorre escludere dal dato quantitativo globale della superficie dell’immobile indicata nell’atto di acquisto, comprendente muri perimetrali e divisori, solo le superfici menzionate (balconi, terrazze, cantine, soffitte, scale e posto macchina) e non l’intera superficie non calpestabile.

Nel caso in oggetto, l’elencazione delle superfici da escludere nel computo della superficie utile al fine di stabilire la natura “lussuosa” dell’immobile è da ritenersi tassativa: se, infatti, il legislatore avesse voluto escludere anche i muri divisori e perimetrali dal calcolo in questione lo avrebbe espressamente previsto. “Dove la legge ha voluto ha detto, dove non ha voluto ha taciuto”, recita l’antico brocardo.

 

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