Giurisprudenza

23 Gennaio 2020 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Cassa in rosso? Legittimo l’accertamento

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Il saldo negativo di cassa è un elemento che può far senz’altro presumere all’Ufficio l’esistenza di altri ricavi conseguiti ma non dichiarati dalla società. È quanto emerge dall’ordinanza n. 32812 della Cassazione, datata 13 dicembre 2019.

La Commissione tributaria provinciale di Palermo ha accolto parzialmente il ricorso proposto dalla XXXX srl avverso l’avviso di accertamento afferente a ricavi non dichiarati. Avverso detta decisione l’Agenzia delle entrate proponeva appello innanzi alla CTR Sicilia che, rigettava l’impugnazione confermando l’orientamento espresso dal giudice di primo grado. L’Agenzia è ricorsa in Cassazione.

Gli ermellini accolgono il ricorso e cassano la sentenza. In tema di accertamento induttivo del reddito d’impresa ai fini Irpeg e Iva, la sussistenza di un saldo negativo di cassa, implicando che le voci di spesa sono di entità superiore a quella degli introiti registrati, oltre a costituire un’anomalia contabile, fa presumere l’esistenza di ricavi non contabilizzati in misura almeno pari al disavanzo.

La dottrina ragionieristica e, con essa, la giurisprudenza di legittimità hanno chiarito che, la chiusura “in rosso” di un conto di cassa significa, senza possibilità di dubbio, che le voci di spesa sono di entità superiore a quella degl’introiti registrati, non si può fare a meno di ravvisare, senza alcuna forzatura logica, l’esistenza di altri ricavi, non registrati. Si deve conseguentemente ritenere che una chiusura di cassa con segno negativo oltre a rappresentare, sotto il profilo formale, un’anomalia contabile, denota sostanzialmente l’omessa contabilizzazione di attività (almeno equivalente al disavanzo).

Inoltre, l’onere della prova s’inverte. I soci avrebbero dovuto dimostrare ulteriori componenti positive del reddito, cioè da quali operazioni proveniva la liquidità versata, visto che il saldo di cassa era negativo.

Alla luce di siffatti principi deve ritenersi erronea la decisione impugnata laddove ha ritenuto che il saldo negativo di cassa non sarebbe da solo sufficiente ad accertare il maggior reddito accertato occorrendo una pluralità di elementi presuntivi.

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