Fisco

24 Ottobre 2019 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Cedolare secca immobili commerciali, ultime precisazioni

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L’estensione del regime della cedolare secca ai canoni di locazione relativi ad immobili e relative pertinenze destinati ad attività commerciale, è una delle novità contenute nella Legge di bilancio 2019.

La norma si riferisce a contratti stipulati nel 2019, a patto che al 15 ottobre 2018 non risulti già in essere un contratto non scaduto, tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile.

L’imposta sostitutiva del 21 per cento, si potrà applicare, oltre che agli affitti di immobili per uso abitativo, anche: ai canoni di locazione derivanti dai nuovi contratti che saranno stipulati nell’anno 2019, dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di un’attività di impresa, o di arti e professioni, aventi ad oggetto immobili destinati all’uso commerciale di vendita di prodotti e prestazioni di servizi classificati nella categoria catastale C/1 (negozi e botteghe) e relative pertinenze, che sono quelle classificate nelle categorie catastali C/2 (magazzini e locali di deposito), C/6 (stalle scuderie e rimesse) e C/7 (tettoie chiuse e aperte), se congiuntamente locate. Sono quindi escluse tutte le altre categorie catastali relative ad immobili strumentali, quali ad esempio immobili ad uso ufficio (A/10), immobili destinati ad attività industriali o artigianali (D) o laboratori (C/3).

L’immobile commerciale oggetto di locazione con cedolare secca ai fini fiscali, deve avere una superficie complessiva, al netto delle pertinenze, non superiore a 600 metri quadri.

In merito alla disciplina della cedolare secca, l’Agenzia delle entrate è intervenuta fornendo chiarimenti su alcune situazioni particolari, oggetto di interpello da parte dei contribuenti. Ecco i casi più rilevanti.

Gli eredi del defunto che subentrano mortis causa nei contratti di locazione aventi ad oggetto immobili commerciali, stipulati dal defunto ed ancora in corso, non possono optare per la cedolare secca in quanto il contratto di locazione risulta stipulato prima del 2019 e il subentro dell’erede non configura la stipula di un nuovo contratto tra soggetti diversi. Tuttavia risulta che in caso di proroga del contratto, sia possibile esercitare l’opzione delle cedolare secca.

È ammissibile scegliere la cedolare secca in relazione ad un contratto di locazione di immobile commerciale in cui il canone previsto sia in parte fisso ed in parte variabile (calcolato nel caso di specie in percentuale ai ricavi del punto vendita della società conduttrice eccedenti una determinata soglia).

Nell’ipotesi di un contratto di locazione di immobile commerciale stipulato nel 2014 (avente durata 6+6 anni), non è possibile esercitare l’opzione per la cedolare secca neppure nel caso in cui, nel 2019, avvenga il subentro di un nuovo conduttore nel contratto. Si tratta di un nuovo conduttore e non di un nuovo contratto, pertanto non è possibile beneficiare dell’agevolazione della cedolare secca, tenuto conto che risulta in corso un contratto non scaduto e già esistente alla data del 15 ottobre 2018.

 

 

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