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21 Marzo 2019 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Codice della crisi d’impresa: gli obblighi per le Srl e problemi interpretativi

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Le società a responsabilità limitata che nel 2017 e nel 2018 hanno superato e superano i nuovi limiti dettati dall’articolo 379 del Codice della crisi d’impresa, sono tenute a nominare l’organo di controllo o il revisore ed, eventualmente, a uniformare l’atto costitutivo e lo statuto entro il 16 dicembre 2019, con la possibilità, comunque, di nominare l’organo di controllo o il revisore già in sede di approvazione del bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2018. Vediamo nei dettagli.

La nomina dell’organo di controllo o del revisore è obbligatoria se la società: è tenuta alla redazione del bilancio consolidato; controlla una società obbligata alla revisione legale de conti; per due esercizi consecutivi ha superato due dei limiti indicati dal primo comma dell’articolo 2435 bis.

L’obbligo di nomina dell’organo di controllo o del revisore di cui alla lettera c) del terzo comma cessa se, per due esercizi consecutivi, i predetti limiti non vengono superati.

Questi sono il secondo e il terzo comma dell’articolo 2477 del codice civile. A partire dal 16 marzo 2019 entrerà in vigore l’articolo 379 del Codice della crisi d’impresa che modifica i commi in oggetto.

Rubricato “Nomine degli organi di controllo”, l’articolo 379 estende il numero dei casi in cui è obbligatoria la nomina dell’organo di controllo o del revisore. Infatti, la nomina dell’organo di controllo e del revisore è obbligatoria se la società: è tenuta alla redazione del bilancio consolidato; controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti; ha superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti: totale dell’attivo patrimoniale: 2 milioni di euro; ricavi delle vendite e delle prestazioni: 2 milioni di euro; dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 10 unità. È importante sottolineare che quando nell’articolo 379 si citano i “due esercizi consecutivi” per la verifica del superamento dei parametri, si intendono gli esercizi antecedenti al 16 dicembre 2019, quindi la gestione aziendale 2017 e 2018.

In riferimento ai limiti indicati (2 milioni di euro per l’attivo patrimoniale e vendite – 10 unità di dipendenti), l’obbligo di nomina dell’organo di controllo o del revisore cessa quando, per tre esercizi consecutivi, non è superato alcuno di questi.

Inoltre, l’articolo 379 prevede che le società a responsabilità limitata e le società cooperative debbano provvedere a nominare gli organi di controllo o il revisore e, se necessario, ad uniformare l’atto costitutivo e lo statuto entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della norma, ovverosia entro il 16 dicembre 2019.

Fino a tale data le previgenti disposizioni dell’atto costitutivo e dello statuto conservano la loro efficacia, ancorché non conformi all’ultima versione dell’articolo 2477 codice civile. L’adeguamento si rende necessario nei casi in cui, ad esempio, lo statuto nulla stabilisca in relazione all’organo di controllo oppure faccia riferimento al superamento dei limiti di cui all’articolo 2435-bis codice civile e non rinvii, invece, all’articolo 2477 codice civile. Rimane valida la disposizione secondo cui “Se lo statuto non dispone diversamente, l’organo di controllo è costituito da un solo membro effettivo”.

Il punto fondamentale su cui nascono problemi interpretativi è il rinvio di nove mesi che pone la scadenza degli adempimenti al 16 dicembre 2019. Questo rinvio riguarda sia la nomina del revisore che l’adeguamento dello statuto e dell’atto costitutivo?

Da una semplice lettura della norma, il differimento dovrebbe riguardare solo l’adeguamento degli statuti e non la nomina del sindaco o del revisore e in alcuni casi sarebbe meglio nominare, fin da subito, il revisore: se lo statuto oggi richiama i limiti previsti dall’articolo 2435-bis cod. civ. quella previsione statutaria mantiene validità, almeno sino al momento in cui sarà adeguato lo statuto, quindi al più tardi entro il 16 dicembre. Pertanto, sino al 16 dicembre, l’assemblea può procrastinare la nomina dell’organo di controllo; al contrario, nei casi in cui lo statuto facesse un generico richiamo all’articolo 2477 cod. civ. in sede di approvazione del bilancio 2018 (al superamento dei limiti) si sarebbe già nelle condizioni di nominare l’organo di controllo/revisore, nomina che dovrà avvenire a cura dell’assemblea entro trenta giorni dall’approvazione del bilancio stesso.

Attenzione, però. La relazione accompagnatoria al Codice della crisi d’impresa, commentando l’articolo 379 sostiene: “Il comma 3, sulla base di un’osservazione della II Commissione (Giustizia) della Camera, fissa in nove mesi il termine entro il quale le società interessate all’intervento dovranno provvedere alla compiuta costituzione degli organi di controllo. Un termine più ampio non garantirebbe il pieno funzionamento degli organi alla data di entrata in vigore della riforma e, soprattutto, dei sistemi di allerta. L’ultimo comma allinea l’articolo 92 delle disposizioni di attuazione del codice civile alla modifica concernente l’ambito applicativo dell’articolo 2409 c.c. prevista dal comma 2”.

Quindi, la relazione pare rendere applicabile il differimento di nove mesi anche all’obbligo di nomina dell’organo di controllo.

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