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21 Marzo 2019 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Codice della crisi d’impresa: nessun cambio di statuto per la gestione di Srl

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L’articolo 377 del Codice della crisi d’impresa, rubricato “Assetti organizzativi societari”, modifica alcuni articoli del codice civile ed è in vigore dal 16 marzo 2019.

L’articolo 375 del Codice della crisi d’impresa ha aggiunto un secondo comma all’articolo 2086 c.c. che così recita: “L’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale”.

L’articolo 377 del nuovo Codice estende gli obblighi previsti dal nuovo comma 2 dell’articolo 2086 c.c. alla varie tipologie di società, fra cui anche le Srl. Infatti, con riferimento alla società a responsabilità limitata, all’articolo 2475 del codice civile, “Amministrazione della società” il primo comma è sostituito dal seguente: “La gestione dell’impresa si svolge nel rispetto della disposizione di cui all’articolo 2086 secondo comma, e spetta esclusivamente agli amministratori, i quali compiono le operazioni necessarie per l’attuazione dell’oggetto sociale. Salvo diversa disposizione dell’atto costitutivo, l’amministrazione della società è affidata a uno o più soci nominati con decisione dei soci presa ai sensi dell’articolo 2479”.

Il Consiglio Nazionale del Notariato con lo Studio n.58-2019/I esamina le conseguenze, sul piano delle clausole statutarie, della modifica dell’art. 2475 c.c., con riferimento in particolare alla nuova previsione per cui la gestione dell’impresa spetta esclusivamente agli amministratori, i quali compiono le operazioni necessarie per l’attuazione dell’oggetto sociale.

La nuova disciplina sembra entrare in contrasto con alcune norme (non modificate) che regolano le Srl: l’art. 2479 comma 1 c.c., che prevede la possibilità per i soci di decidere sulle materie riservate alla loro competenza dall’atto costitutivo, nonché sugli argomenti che uno o più amministratori o tanti soci che rappresentino almeno un terzo del capitale sociale sottopongono alla loro approvazione; l’art. 2468 comma 3 c.c., che riconosce la possibilità che l’atto costitutivo preveda l’attribuzione ai singoli soci di particolari diritti riguardanti l’amministrazione della società; l’art. 2476 comma 7 c.c., il quale prevede una responsabilità solidale dei soci con gli amministratori quando essi abbiano intenzionalmente deciso o autorizzato il compimento di atti dannosi per la società, i soci o i terzi.

Lo studio ipotizza che la nuova disposizione dell’art. 2475 c.c. non comporti alcuna abrogazione delle norme precedenti, in quanto destinata a spiegare i suoi effetti solo sul piano organizzativo, e che la norma sull’esclusività della competenza gestoria debba leggersi in stretta correlazione con il disposto dell’art. 2086 c.c., che impone il dovere, per l’imprenditore che operi in forma societaria o collettiva, di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale.

È necessario distinguere il piano della organizzazione, la quale spetta esclusivamente agli amministratori, da quello della operatività della società (e qui la responsabilità dei soci della s.r.l. continua ad essere normata dall’art. 2476 c.c. settimo comma, che li sanziona solo per il caso di comportamenti dolosi).

Quindi, lo studio conclude che amministratori e soci di Srl non hanno un obbligo di adeguamento immediato degli statuti esistenti per quelle clausole – da ritenersi anche oggi legittime – che eventualmente ripartiscano la gestione operativa della società in modo difforme rispetto al modello legale. La stessa conclusione deve valere per gli statuti delle srl che siano state costituite o che saranno costituite dopo il 16 marzo 2019, che possono continuare a prevedere clausole in deroga alla disciplina legale in materia di gestione operativa, nei limiti a oggi tracciati.

Fonte: Consiglio Nazionale del Notariato

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