Mondo Impresa

29 Gennaio 2019 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Codice della crisi d’impresa: organi di controllo e modifiche agli statuti

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L’articolo 379 del Codice della crisi d’impresa è uno di quegli articoli che entrerà in vigore entro trenta giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo di attuazione della L. 155/2017 (Delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza).

Rubricato “Nomine degli organi di controllo”, l’articolo in oggetto ha modificato i commi 3 e 4 dell’articolo 2477 codice civile estendendo il numero dei casi in cui è obbligatoria la nomina dell’organo di controllo o del revisore. Infatti, la nomina dell’organo di controllo e del revisore è obbligatoria se la società: è tenuta alla redazione del bilancio consolidato; controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti; ha superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti: totale dell’attivo patrimoniale: 2 milioni di euro; ricavi delle vendite e delle prestazioni: 2 milioni di euro; dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 10 unità.

In riferimento ai limiti indicati (2 milioni di euro e 10 unità di dipendenti), l’obbligo di nomina dell’organo di controllo o del revisore cessa quando, per tre esercizi consecutivi, non è superato alcuno di questi.

Da quanto disposto risulta che la soglia per la nomina dell’organo di controllo o del revisore unico si sia notevolmente abbassata. Secondo i tecnici saranno circa 170 mila le imprese obbligate all’adempimento.

Infine, l’articolo 379 prevede che le società a responsabilità limitata e le società cooperative devono provvedere a nominare gli organi di controllo o il revisore e, se necessario, ad uniformare l’atto costitutivo e lo statuto entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della norma. Il che significa che gli statuti devono essere adeguati entro nove mesi ma le società che non hanno l’obbligo di adeguare gli statuti potrebbero trovarsi (qualora ne ricorrano i presupposti, ovvero superamento di uno dei limiti nei due esercizi precedenti) entro trenta giorni dalla pubblicazione in Gazzetta e, quindi, anche nella prossima assemblea di approvazione del bilancio.

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