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28 Febbraio 2019 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Codice della crisi d’impresa: responsabilità degli amministratori

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L’articolo 2476 codice civile rubricato “Responsabilità degli amministratori e controllo dei soci” tratta del ruolo responsabile degli amministratori, del comportamento dei soci e delle eventuali azioni di responsabilità.

Il comma 1 recita “Gli amministratori sono solidalmente responsabili verso la società dei danni derivanti dall’inosservanza dei doveri ad essi imposti dalla legge e dall’atto costitutivo per l’amministrazione della società. Tuttavia la responsabilità non si estende a quelli che dimostrino di essere esenti da colpa e, essendo a cognizione che l’atto si stava per compiere, abbiano fatto constare del proprio dissenso”.

L’articolo 378 “Responsabilità degli amministratori” – in vigore dal 16 marzo 2019 – del Codice della crisi d’impresa introduce nuovi obblighi per gli amministratori per quanto concerne la conservazione dell’integrità del patrimonio sociale. Nell’articolo 2476 codice civile viene inserito un nuovo sesto comma: “Gli amministratori rispondono verso i creditori sociali per l’inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale. L’azione può essere proposta dai creditori quando il patrimonio sociale risulta insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti. La rinunzia all’azione da parte della società non impedisce l’esercizio dell’azione da parte dei creditori sociali. La transazione può essere impugnata dai creditori sociali soltanto con l’azione revocatoria quando ne ricorrono gli estremi”. L’azione di responsabilità si estende anche ai creditori sociali della s.r.l. (azione riservata solo alle s.p.a.).

Inoltre, l’articolo 378 apporta una ulteriore variazione al codice civile: infatti, introduce un terzo comma all’articolo 2486 codice civile, rubricato “Poteri degli amministratori”. Con questo nuovo comma il legislatore vuole stabilire criteri per la determinazione del danno risarcibile da parte degli amministratori. Si legge: “Quando è accertata la responsabilità degli amministratori a norma del presente articolo, e salva la prova di un diverso ammontare, il danno risarcibile si presume pari alla differenza tra il patrimonio netto alla data in cui l’amministratore è cessato dalla carica o, in caso di apertura di una procedura concorsuale, alla data di apertura di tale procedura e il patrimonio netto determinato alla data in cui si è verificata una causa di scioglimento di cui all’articolo 2484, detratti i costi sostenuti e da sostenere, secondo un criterio di normalità, dopo il verificarsi della causa di scioglimento e fino al compimento della liquidazione. Se è stata aperta una procedura concorsuale e mancano le scritture contabili o se a causa dell’irregolarità delle stesse o per altre ragioni i netti patrimoniali non possono essere determinati, il danno è liquidato in misura pari alla differenza tra attivo e passivo accertati nella procedura”.

Il criterio di determinazione del danno è riferibile a qualsiasi azione di responsabilità indipendentemente dall’apertura di una procedura concorsuale.

Gazzetta Ufficiale n.38-14 febbraio 2019

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