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16 Febbraio 2021 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Collegio sindacale e i rapporti con l’amministratore unico della società

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Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha pubblicato le “Norme di comportamento del collegio sindacale di società non quotate”. Le Norme si applicano a partire dal 1° gennaio 2021.

Interessante la norma 4.3 che regola i rapporti con l’amministratore unico della società: il Collegio sindacale è tenuto a chiedere informazioni all’amministratore unico con cadenza almeno semestrale. In situazioni di assunzioni di rischi significativi o di crisi d’impresa è opportuno che tali informazioni siano assunte ogni semestre.

Nel caso di società che abbiano nominato un amministratore unico, il Collegio sindacale può chiedere informazioni allo stesso, soprattutto in merito alle decisioni più rilevanti e dei fatti che possono essere fonte di rischi significativi per la società.

Le informazioni possono essere acquisite attraverso richieste formulate per iscritto, via PEC inviata dal presidente del collegio all’amministratore, previo accordo con gli altri membri dell’organo di controllo o a maggioranza; attraverso la consultazione dell’eventuale libro delle determine (raramente istituito). Il Collegio può richiedere l’esibizione di tale libro nel corso delle verifiche periodiche o richiedere l’invio delle determine via mail. Durante le verifiche periodiche è meglio che il collegio invii all’amministratore il proprio verbale o, in alternativa, ne richieda la sottoscrizione all’amministratore unico in modo da dare allo stesso consapevolezza delle informazioni che sono state trasmesse al collegio e da questo acquisite.

Il contesto più difficoltoso per il collegio sindacale è l’ipotesi dell’amministratore unico di società. In questo caso, infatti, egli non ha alcun obbligo di informativa preventiva o successiva nei confronti dei sindaci, agisce autonomamente. È opportuno, quindi, che i controllori richiedano all’amministratore notizie in forma scritta sull’andamento della gestione e sulle principali operazioni aziendali.

In generale, si possono ipotizzare richieste di tipo organizzativo-strategico, come, ad esempio, se l’amministratore ha provveduto a valutare l’adeguatezza dell’assetto organizzativo e se sussista un equilibrio economico finanziario nel prevedibile andamento della gestione almeno su base semestrale o se si sono palesate situazioni che possano far presagire crisi d’impresa o dubbi sulla continuità aziendale. È possibile richiedere informazioni in merito alla circostanza che la società abbia stipulato nell’ultimo periodo contratti di mutuo o di finanziamento rilevanti con banche, società finanziarie o altro, se in questi casi siano state rilasciate garanzie ipotecarie o immobiliari, se si siano realizzati finanziamenti del socio o programmate operazioni sul capitale, se siano stati sottoscritti contratti con clienti fornitori rilevanti e distinti da quelli che connotano la gestione ordinaria o, in generale, se vi siano operazioni gestionali particolari da segnalare.

Qualora l’amministratore unico rifiuti di fornire le informazioni o i dati richiesti, il Collegio sindacale esercita il potere reattivo di indagine e ricorrendo i presupposti legislativi, adotta concrete e idonee iniziative dirette a impedire atti di mala gestio.

 

 

Fonte CNDCEC

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