Fisco

22 Settembre 2020 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Come cambia la rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni nel 2020

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Rispetto alla Legge di Bilancio 2020, il D.L. 104/2020 Decreto Agosto ha apportato delle interessanti modifiche al tema della rivalutazione dei beni dell’impresa e delle partecipazioni.

L’articolo 110 del Decreto introduce delle novità riguardanti: l’eliminazione dell’obbligo di dover trattare tutti i beni appartenenti alla medesima categoria omogenea; la possibilità di non dare rilevanza fiscale alla rivalutazione; l’aliquota dell’imposta sostitutiva dovuta.

La rivalutazione dei beni può essere effettuata da tutti i soggetti indicati dall’articolo 73 del Tuir, lettere a) e b) del comma 1. Si tratta di società per azioni e in accomandita per azioni, di società a responsabilità limitata, di società cooperative e quelle di mutua assicurazione, di società europee e di società cooperative europee, gli enti pubblici e privati diversi dalle società, nonché i trust, residenti nel territorio dello Stato, che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali. L’operazione è possibile per coloro che non adottano i principi contabili internazionali IAS (International Accounting Standards) e IFRS (International Financial Reporting Standards) nella redazione del bilancio.

I soggetti di cui sopra possono, secondo il comma 1, rivalutare i beni d’impresa e le partecipazioni, ad esclusione degli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività di impresa, risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2019. I beni sono quelli materiali e immateriali (terreni, fabbricati, impianti, macchinari, attrezzature, marchi, brevetti) e alle partecipazioni in società controllate e collegate ai sensi dell’articolo 2359 c.c. costituenti immobilizzazioni.

Condizione fondamentale è che questi beni figurino nel bilancio relativo all’esercizio in corso al 31 dicembre 2019 (bilancio chiuso al 31 dicembre 2019 per i soggetti solari) e vengano rivalutati nel bilancio dell’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019 (bilancio chiuso al 31 dicembre 2020 per i soggetti solari). La rivalutazione può essere effettuata distintamente per ciascun bene e va annotata nel relativo inventario e nella nota integrativa.

Con il Decreto Agosto alle imprese è offerta una doppia possibilità: ottenere una rivalutazione con rilevanza esclusivamente civilistica effettuando l’operazione a costo zero, oppure ottenere una rivalutazione con efficacia civilistica e fiscale versando un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, dell’Irap e di eventuali addizionali pari al 3 per cento dei maggiori valori, sia con riferimento ai beni ammortizzabili sia con riferimento ai beni non ammortizzabili. Da sottolineare l’evidente risparmio rispetto alle aliquote precedenti, ossia il 10 per cento per i beni non ammortizzabili e il 12 per cento per quelli ammortizzabili.

Il pagamento dell’imposta sostitutiva può avvenire, a prescindere dall’importo, in un massimo di tre rate di pari importo da effettuarsi entro il termine previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi relative al periodo d’imposta con riferimento al quale la rivalutazione è eseguita. Il pagamento degli importi può avvenire, tramite modello F24, anche avvalendosi dell’istituto della compensazione.

Invece, l’imposta sostitutiva dovuta per l’affrancamento del saldo attivo di rivalutazione è stata confermata in misura pari al 10 per cento. Il versamento va effettuato secondo le stesse modalità e alle stesse scadenze viste per l’imposta del 3 per cento, dovuta in caso di riconoscimento dei maggiori valori ai fini fiscali.

Ma da quando decorrono gli effetti fiscali della rivalutazione? Nell’ipotesi di rivalutazione con efficacia fiscale il maggior valore sarà valido a decorrere dal periodo d’imposta 2021 ai fini della deducibilità degli ammortamenti o del computo del valore dei cespiti ai fini del calcolo del plafond di deducibilità delle spese di manutenzione ordinaria, mentre nel caso di cessione a titolo oneroso, di assegnazione ai soci o di destinazione a finalità estranee all’esercizio dell’impresa ovvero al consumo personale o familiare dell’imprenditore dei beni rivalutati in data anteriore a quella di inizio del quarto esercizio successivo a quello nel cui bilancio la rivalutazione è stata eseguita, ai fini della determinazione delle plusvalenze o minusvalenze si ha riguardo al costo del bene prima della rivalutazione. Ciò significa che la rivalutazione ai predetti fini sarà efficace dal 1° gennaio 2024.

 

Fonte Agenzia delle entrate

 

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