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28 Novembre 2019 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Consumatori e imprese, quanta fiducia?

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Il 27 novembre 2019, l’Istat ha pubblicato i dati relativi alla fiducia dei consumatori e delle imprese.

Il clima di fiducia dei consumatori è elaborato sulla base di nove domande ritenute maggiormente idonee per valutare l’ottimismo/pessimismo dei consumatori: giudizi e attese sulla situazione economica dell’Italia; attese sulla disoccupazione; giudizi e attese sulla situazione economica della famiglia; opportunità attuale e possibilità future del risparmio; opportunità all’acquisto di beni durevoli; giudizi sul bilancio familiare.

Il clima di fiducia delle imprese per settore è il risultato statistico di una serie di domande ritenute maggiormente idonee per valutare l’ottimismo/pessimismo delle imprese. Per le imprese manifatturiere si tratta di giudizi sul livello degli ordini, sul livello delle scorte di magazzino (con segno invertito) e attese sul livello della produzione; per le imprese delle costruzioni i giudizi sono in merito al livello degli ordini e/o piani di costruzione e le attese sull’occupazione; per le imprese dei servizi di mercato il calcolo del clima di fiducia comprende le domande relative ai giudizi e alle attese sugli ordini e i giudizi sull’andamento degli affari, mentre per le imprese del commercio al dettaglio, il clima include le domande riguardanti i giudizi sulle vendite, le attese sulle vendite e i giudizi sulle scorte (con il segno invertito).

A novembre 2019 si stima un deciso calo dell’indice del clima di fiducia dei consumatori (da 111,5 a 108,5), mentre l’indice composito del clima di fiducia delle imprese registra un lieve aumento, da 98,9 a 99,1.

La diminuzione dell’indice di fiducia dei consumatori è la sintesi di andamenti negativi di tutte le sue componenti (il clima economico diminuisce da127,2 a 116,3, il clima corrente cala da 107,9 a 106,8 e il clima futuro flette da 116,1 a 110,2), ad eccezione di quella personale, dove l’indice aumenta leggermente da 105,4 a 105,8.

Per quanto attiene alle imprese, dall’industria emergono segnali di incertezza mentre per i servizi si registra una sostanziale stabilità degli indici. Più in dettaglio, l’indice diminuisce lievemente nel settore manifatturiero (da 99,5 a 98,9) e flette da 141,3 a 137,1 nelle costruzioni; nei servizi di mercato l’indice rimane a quota 99,6 come lo scorso mese e nel commercio al dettaglio permane sostanzialmente stabile (da 108,3 a 108,2).

Passando ad analizzare le componenti dei climi di fiducia delle imprese, nell’industria manifatturiera il deterioramento dell’indice deriva da giudizi sugli ordini e attese di produzione in peggioramento; il saldo dei giudizi sulle scorte diminuisce. Nelle costruzioni, l’evoluzione negativa dell’indice è determinata dal peggioramento dei giudizi sugli ordini e, soprattutto, da un deciso ridimensionamento delle attese sull’occupazione.

Nel comparto dei servizi di mercato si segnala il miglioramento dei giudizi e delle attese sugli ordini; i giudizi sull’andamento degli affari sono invece in deterioramento. Con riferimento al commercio al dettaglio, la lieve diminuzione dell’indice di fiducia è trainata dal deterioramento dei giudizi e delle attese sulle vendite a cui si uniscono giudizi sulle scorte in miglioramento.

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