Giurisprudenza

18 Novembre 2020 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Costi indeducibili, utili extracontabili e la presunzione di distribuzione occulta

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In presenza di utili extracontabili in una società di capitali a ristretta base societaria, opera la presunzione di distribuzione occulta ai soci anche in caso di costi fiscalmente non deducibili. Essi sono per loro natura, costi neutrali ai fini fiscali, nel senso che di essi non è dato tener conto ai fini della determinazione della base imponibile, la quale tuttavia è da considerare comunque alterata, con conseguente inevitabile ricaduta sulla quantificazione delle imposte dovute. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 25501 del 12 novembre 2020.

Il caso riguarda il contribuente B.M. che ha proposto ricorso per cassazione nei confronti di una sentenza della CTR della Lombardia, che aveva accolto l’appello proposto dall’Agenzia delle entrate avverso una sentenza della CTP di Milano, di accoglimento del ricorso da lui proposto avverso un avviso di accertamento IRPEF 2009; la CTR, ribaltando la sentenza di primo grado, aveva ritenuto che il contribuente, socio al 50 per cento della s.r.l. unipersonale XXX, società a ristretta base partecipativa, avesse l’onere di provare che i maggiori redditi accertati nei confronti della società anzidetta per il 2009 non fossero stati da lui percepiti nella misura della sua partecipazione al capitale sociale.

Il ricorso di B.M. si è fondato sul fatto che secondo la giurisprudenza di legittimità, poteva parlarsi di distribuzione di utili ai soci in una società a ristretta base azionaria solo in presenza di maggiori ricavi in nero, atteso che solo in tale ipotesi poteva ritenersi che maggiori somme di danaro fossero entrate nelle casse della società, con conseguente ragionevole presunzione di distribuzione di somme ai soci, mentre, nel caso in esame, erano stati accertati solo costi non deducibili, dai quali non era dato presumere che nelle casse della società fossero entrate maggiori somme di danaro.

La Corte Suprema ha rigettato il ricorso ricordando che nel caso di società a ristretta base partecipativa, qual è nella specie, la s.r.l. XXX, della quale il ricorrente era socio al 50 per cento, è da ritenere pienamente ammissibile la presunzione di distribuzione ai soci di utili non contabilizzati dalla società e che inoltre spetta al contribuente, socio di una società a ristretta base sociale, fornire la prova che i maggiori ricavi societari non siano stati distribuiti fra i soci, ma siano stati accantonati dalla società, ovvero siano stati dalla medesima reinvestiti.

Attenzione, però, si segnalano pareri contrari. Secondo la CTP di Reggio Emilia i costi ritenuti indeducibili nella società a ristretta base azionaria non fanno presumere un maggior reddito distribuito ai soci. A differenza di quanto accade con i ricavi, l’Amministrazione finanziaria non può applicare alcun automatismo: la presunzione di distribuzione trova applicazione solo se il maggior reddito accertato derivi dalla contestazione di costi non sostenuti effettivamente e non anche quando il costo sia solo ritenuto indeducibile.

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