Fisco

21 Maggio 2019 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Credito IVA irregolare: la definizione del PVC non lo intacca

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La società risultante dalla fusione per incorporazione può utilizzare in compensazione o domandare a rimborso il credito trasferito da una delle controllate alla controllante nell’ambito della liquidazione IVA di gruppo (e poi ulteriormente trasferito alla società incorporante per effetto della fusione) quand’anche sia stata commessa una frode. È quanto emerge dalla risposta n. 145 del 20 maggio 2019 all’interpello presentato all’Agenzia delle entrate.

La società ALFA (di seguito istante), in sintesi fa presente che una propria società controllata, BETA (di seguito “BETA”), è stata oggetto di una verifica fiscale da parte della Guardia di Finanza conclusasi con la notifica di un processo verbale di constatazione (di seguito “PVC”). Secondo quanto rilevato dai verificatori, nelle dichiarazioni IVA presentate da BETA in relazione alle annualità (XXXXXXX) sarebbero stati indicati elementi passivi fittizi derivanti da acquisti effettuati con applicazione dell’IVA da fornitori indagati in taluni procedimenti penali. Sulla base degli elementi emersi nel corso delle indagini penali i verificatori hanno ritenuto che BETA avrebbe preso parte ad una frode IVA realizzata mediante cessioni di (XXXX) a cui veniva applicato l’ordinario meccanismo della rivalsa in fattura, anziché il c.d. reverse charge.

All’esito delle operazioni ispettive, i verificatori hanno contestato, tra l’altro, l’indetraibilità dell’IVA addebitata in rivalsa e corrisposta da BETA ai fornitori e per l’effetto, la presentazione di infedeli dichiarazioni IVA per le annualità (XXXXX). Tuttavia, dal (XXXX) al (XXXX), BETA e l’allora capogruppo GAMMA (di seguito “GAMMA”) avevano aderito al regime di liquidazione dell’IVA di gruppo. Per tale ragione, il credito IVA maturato da BETA in relazione alle operazioni oggetto di contestazione nel PVC è stato traferito a GAMMA che, secondo quanto riportato nell’istanza, lo ha soltanto parzialmente utilizzato in compensazione nelle successive annualità di imposta. Il credito IVA non utilizzato da GAMMA è stato poi trasferito all’istante a seguito di un’operazione di fusione per incorporazione ed è, allo stato attuale, ancora nella sua disponibilità.

Tanto premesso, la società controllata BETA sta considerando la possibilità di definire in via agevolata il PVC mediante la presentazione di una dichiarazione integrativa e il pagamento integrale dell’IVA oggetto di contestazione entro il 31 maggio 2019. A tal fine, l’istante chiede di chiarire se il pagamento integrale di quanto contestato nel PVC si traduca in una “rinuncia implicita” al credito di imposta vantato o se, viceversa, il perfezionamento della definizione non influisca sulla spettanza del credito IVA, con conseguente possibilità per l’istante stesso di fruire del credito trasferito e non utilizzato (mediante compensazione o richiesta di rimborso).

L’Agenzia risponde. La definizione agevolata dei processi verbali di constatazione è una procedura tesa a consentire ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione fiscale pregressa. Il contribuente che opta per tale procedura è tenuto a presentare la relativa dichiarazione e a versare le imposte (in un’unica soluzione o la prima rata) derivanti dalle violazioni constatate nel PVC entro il 31 maggio 2019.

Nel caso oggetto di interpello, alla società BETA viene contestato di essere stata destinataria di fatture di vendita concernenti operazioni erroneamente assoggettate al regime ordinario in luogo del reverse charge nell’ambito di una frode IVA. L’errata applicazione del regime IVA ordinario le ha consentito, secondo i verificatori, di maturare un notevole credito IVA che, per effetto dell’adesione al regime di liquidazione dell’IVA di gruppo, è stato trasferito mensilmente alla capogruppo GAMMA che ha provveduto, a sua volta, a liquidare in maniera unitaria le situazioni debitorie e creditorie periodiche delle singole società del gruppo.

La società BETA intende definire in via agevolata il PVC, versando integralmente quanto ivi contestato, ossia l’IVA illegittimamente detratta corrispondente al credito trasferito nell’ambito della liquidazione di gruppo all’allora controllante GAMMA, in parte già compensato nell’ambito della suddetta procedura, ed in parte non ancora utilizzato ed ora nella disponibilità dell’istante a seguito della sua fusione con GAMMA.

Al riguardo, si è dell’avviso che, in linea generale, l’integrale versamento di quanto indicato nel PVC – pari al credito IVA indebitamente detratto da BETA – sia idoneo a ripristinare la capienza iniziale del credito trasferito all’ex controllante GAMMA e, a sua volta, all’istante per effetto della fusione. Di conseguenza, il credito IVA così ripristinato, al netto di quanto già eventualmente fruito sia dall’ex controllante che dall’istante, una volta perfezionatasi la definizione in parola, può essere utilizzato in compensazione o chiesto a rimborso al verificarsi dei presupposti.

 

Foto: sito GdF

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