Mondo Impresa

11 Maggio 2020 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Crisi economica da virus: chi rischia di più?

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Se l’attività economica del Paese non riparte a pieno ritmo entro la fine di ottobre, sono quasi 270mila le imprese del commercio e dei servizi che rischiano la chiusura definitiva. La stima è stata comunicata oggi 11 maggio 2020, dall’Ufficio Studi Confcommercio a seguito dell’analisi del rischio di chiusura delle imprese del terziario di mercato.

Il dato è prudenziale e potrebbe essere anche più elevato perché, oltre agli effetti economici derivanti dalla sospensione delle attività, va considerato anche il rischio, molto probabile, dell’azzeramento dei ricavi a causa della mancanza di domanda e dell’elevata incidenza dei costi fissi sui costi di esercizio totali che, per alcune imprese, arriva a sfiorare il 54 per cento. Un rischio che incombe anche sulle imprese dei settori non sottoposti a lockdown.

Su un totale di oltre 2,7 milioni di imprese del commercio al dettaglio non alimentare, dell’ingrosso e dei servizi, quasi il 10 per cento è, dunque, soggetto ad una potenziale chiusura definitiva. I settori più colpiti sarebbero gli ambulanti, i negozi di abbigliamento, gli alberghi, i bar e i ristoranti e le imprese legate alle attività di intrattenimento e alla cura della persona. Mentre, in assoluto, le perdite più consistenti si registrerebbero tra le professioni (-49mila attività) e la ristorazione (-45 mila imprese). Per quanto riguarda la dimensione aziendale, il segmento più colpito sarebbe quello delle micro imprese – con un solo addetto e senza dipendenti – per le quali basterebbe solo una riduzione del 10 per cento dei ricavi per determinarne la cessazione dell’attività.

 

Fonte Confcommercio

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