Mondo Impresa

2 Aprile 2019 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Decreto Crescita e aiuti alle imprese

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Dopo che anche l’OCSE ha definito l’economia italiana in stallo e con poche prospettive di miglioramento, al nostro Governo non rimane che lavorare intensamente a quello che qualcuno ha battezzato come l’ultima spiaggia, il Decreto Crescita: una serie di misure urgenti finalizzate alla crescita economica (investimenti pubblici e privati) del Paese.

La bozza del D.L. Crescita (terza versione datata 27 marzo 2019), contiene sia la proroga di alcune misure agevolative già note, sia l’introduzione di incentivi inediti a supporto del processo di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello previsto dal “Piano Nazionale Impresa 4.0”. I provvedimenti urgenti per le imprese sono così suddivisi: misure fiscali per la crescita economica; misure per il rilancio degli investimenti privati; tutela del made in Italy.

In concreto, il decreto propone: la reintroduzione del super ammortamento con un nuovo tetto massimo; la proroga, con modifiche sostanziali, del credito d’imposta ricerca e sviluppo; semplificazioni operative alla misura nota come “Nuova Sabatini”; l’introduzione di una nuova misura di sostegno alla capitalizzazione e al ricambio generazionale; l’introduzione delle nuove agevolazioni a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo per la riconversione dei processi produttivi nell’ambito dell’economia circolare; l’introduzione di una nuova agevolazione per la trasformazione digitale dei processi produttivi delle Pmi.

Con il nuovo super ammortamento si ha la maggiorazione del costo di acquisizione di un bene per gli investimenti effettuati dal 1° aprile 2019 al 31 dicembre 2019 o entro il 30 giugno 2020 alle seguenti due condizioni, da verificarsi al 31 dicembre 2019: ordine accettato dal fornitore e il pagamento di un acconto almeno del 20 per cento del costo di acquisizione del bene. I soggetti interessati sono le imprese e gli esercenti arti e professioni, mentre i beni oggetto dell’agevolazione sono i beni materiali strumentali nuovi, esclusi i veicoli e gli altri mezzi di trasporto di cui all’articolo 164, comma 1, Tuir. Per quanto riguarda l’entità del beneficio, si tratta di una maggiorazione del costo di acquisizione del bene del 30 per cento con introduzione di un nuovo tetto agli investimenti di euro 2 milioni e mezzo, al di sopra del quale il beneficio non spetta per la parte eccedente.

Il credito d’imposta ricerca e sviluppo viene prorogato fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2023 con un’unica misura di aiuto per tutte le tipologie di investimenti ammissibili: 25 per cento delle spese.

Nella bozza del Decreto sono presenti delle modifiche alla Nuova Sabatini. Infatti, si intende rimuovere ogni limitazione sul valore massimo del finanziamento concedibile a ciascuna impresa beneficiaria (attualmente pari a euro 2 milioni); semplificare la modalità di erogazione del contributo tramite autocertificazione dell’impresa in merito alla realizzazione dell’investimento ed erogare il contributo in una sola soluzione a fronte di finanziamenti di importo minore o uguale ad euro 100 mila.

Nuovi incentivi sono previsti per le Pmi costituite in forma societaria, che intendono realizzare programmi di investimento per sostenere processi di capitalizzazione o di ricambio generazionale. Lo scopo è di favorire un graduale e stabile rafforzamento della struttura patrimoniale delle imprese italiane. Interessate sono le micro, piccole e medie imprese costituite in forma societaria che investono in programmi relativi a: processi di capitalizzazione, a fronte dell’impegno dei soci a sottoscrivere un aumento di capitale sociale dell’impresa, da versare in più quote, in corrispondenza delle scadenze del piano di ammortamento del finanziamento; processi di ricambio generazionale, a fronte di cambiamenti nell’assetto societario dell’impresa, finalizzati ad assicurare la continuità e/o lo sviluppo dell’attività aziendale. Il finanziamento ripropone lo schema della “Nuova Sabatini”. Il contributo è rapportato agli interessi calcolati, in via convenzionale, sul finanziamento a un tasso annuo variabile in funzione della dimensione d’impresa: 5 per cento per le micro e piccole imprese e 3,575 per cento per le medie imprese.

Un’altra nuova misura favorisce la transizione delle attività economiche da un modello di economia lineare verso un modello di economia circolare, a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo finalizzati ad un uso più efficiente e sostenibile delle risorse. L’idea è di rendere i processi produttivi più efficienti in termini di tempo e di risorse impiegate e meno impattanti per l’ambiente riducendo le emissioni di gas serra, recuperando dei materiali e minimizzando degli scarti. Coinvolte sono imprese e centri di ricerca, iscritte e attive nel Registro Imprese con almeno due bilanci approvati e depositati; operanti prevalentemente nel settore manifatturiero o nel settore dei servizi diretti al manifatturiero e non sottoposte a procedura concorsuale, non in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo. Le attività agevolabili sono quelle legate alle seguenti fattispecie: innovazioni eco-compatibili; modelli tecnologici integrati finalizzati al rafforzamento dei percorsi di simbiosi industriale, mediante riduzione, riciclo e riuso degli scarti alimentari, sviluppo di sistemi di ciclo integrato delle acque e al riciclo delle materie prime; sistemi, strumenti e metodologie per lo sviluppo delle tecnologie per la fornitura, l’uso razionale e la sanificazione dell’acqua; strumenti tecnologici innovativi in grado di aumentare il tempo di vita dei prodotti e l’efficienza del ciclo produttivo; smart packaging. I progetti devono essere realizzati in una o più unità locali ubicate nel territorio nazionale (durata tra i dodici e trentasei mesi), con spese ammissibili tra i 500 mila e i 2 milioni di euro. Le modalità di finanziamento sono due: un finanziamento agevolato per una percentuale nominale delle spese e dei costi ammissibili pari al 50 per cento e un contributo diretto alla spesa fino al 20 per cento delle spese e dei costi ammissibili.

Infine, il Governo vuole promuovere la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle PMI secondo il paradigma 4.0. Si tratta di micro, piccole e medie imprese iscritte e attive nel Registro imprese con almeno due bilanci approvati e depositati, operanti prevalentemente nel settore manifatturiero o nel settore dei servizi diretti al manifatturiero con ricavi delle vendite e prestazioni dall’ultimo bilancio approvato e depositato (almeno 500 mila euro). I soggetti giuridici non devono essere sottoposti a procedura concorsuale, stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo. Gli investimenti riguardano tutti i progetti legati al Piano Impresa 4.0 (advanced manufacturing solutions, additive manufacturing, realtà aumentata, simulation, integrazione orizzontale e verticale, industrial internet, cloud, cybersecurity, big data e analytics) con una spesa di almeno 200 mila euro. La misura massima dell’agevolazione è pari al 50 per cento dei costi ammissibili.

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