Fisco

26 Gennaio 2021 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Decreto Riscossione: sospensione delle cartelle di pagamento

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Dal 15 gennaio 2021 è in vigore il decreto Riscossione che dispone la sospensione dei termini di pagamento delle cartelle esattoriali nonché la proroga dei termini di decadenza per la notifica degli atti impositivi. I termini processuali non sono modificati, pertanto il termine per il ricorso contro la cartella di pagamento o altro atto impositivo eventualmente notificato continua ad essere di sessanta giorni dalla data di notifica dell’atto.

Generalmente le somme intimate tramite cartella di pagamento devono essere versate nei sessanta giorni successivi alla data di notifica della cartella stessa. Con il decreto Riscossione i termini di pagamento che scadono dall’8 marzo 2020 al 31 gennaio 2021 devono avvenire, in unica soluzione, entro la fine del mese successivo cioè entro il 28 febbraio 2021. Prima del decreto, il termine finale del periodo di sospensione era il 31 dicembre 2020 e il pagamento sarebbe dovuto avvenire entro il 31 gennaio 2021. Le somme dovute entro il 28 febbraio 2021 possono essere dilazionate e durante il periodo di sospensione non vengono notificate le cartelle di pagamento.

La sospensione dei pagamenti prevista per le cartelle di pagamento riguarda anche gli avvisi di accertamento esecutivi, emessi in materia di imposte sui redditi, IVA e IRAP, nonché, dal 1° gennaio 2020, gli accertamenti degli enti locali ad esempio in materia di IMU e TARI. L’Agenzia delle entrate, però, ha sempre escluso che la sospensione possa riguardare anche tali avvisi di accertamento e per gli enti locali è meglio verificare per singole amministrazioni. Gli avvisi di addebito INPS dovrebbero rientrare nella proroga, se i termini di pagamento scadono dall’8 marzo 2020 al 31 gennaio 2021.

La dilazione del debito si può sempre richiedere, anche dopo il superamento dei sessanta giorni entro cui è necessario effettuare il pagamento. Le rate mensili possono essere 72 o 120. Se si tratta di accertamenti esecutivi o di avvisi di addebito INPS, la rateazione può essere chiesta solo quando il debito è stato affidato all’Agente della Riscossione, dunque quando il contribuente risulta ormai inadempiente. Sono sospese tutte le rate in scadenza dall’8 marzo 2020 al 31 gennaio 2021. I versamenti delle rate sospese devono avvenire in unica soluzione entro il 28 febbraio 2021. Nel periodo di sospensione le istanze di dilazione vengono comunque esaminate.

Per quanto concerne i pignoramenti, fino al 31 gennaio 2021 l’Agenzia della Riscossione non procede. In uguale maniera non vengono adottate misure cautelari, come ad esempio ipoteche e fermi delle auto, nemmeno se fosse già stato notificato il relativo preavviso. Se il contribuente ha interesse a far sbloccare un fermo dell’auto già adottato, può, dopo aver pagato la prima rata del piano di dilazione, presentare apposita istanza ai fini della sospensione del fermo che verrà esaminata anche durante il periodo di sospensione. Del pari, è possibile, durante il periodo di sospensione, pagare l’intero debito per ottenere la cancellazione del fermo. Rimangono validi i pignoramenti e le altre misure che sono eventualmente state disposte dal 1° gennaio 2021 al 15 gennaio 2021. Anche i pignoramenti presso terzi da parte delle Pubbliche Amministrazioni sono sospesi fino al 31 gennaio 2021.

La cartella di pagamento, a seconda delle fattispecie, deve essere notificata entro termini di prescrizione o di decadenza. La cartella di pagamento derivante da liquidazione automatica va notificata a pena di decadenza entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, quarto anno se si tratta invece di controllo formale. Non viene modificata la disposizione secondo cui tutti i termini di notifica delle cartelle di pagamento scaduti nel corso del 2020 sono prorogati di due anni. A titolo esemplificativo, le attività di liquidazione automatica (derivanti, ad esempio, da imposte dichiarate ma non versate), inerenti all’anno 2016 (dichiarazione presentata nel 2017), scadute il 31 dicembre 2020, continuano a decadere al 31 dicembre 2022. Invece, per effetto delle modifiche apportate dal decreto, gli avvisi bonari verranno emessi dall’1 febbraio 2021 al 31 gennaio 2022, e, in conseguenza di ciò: a) in relazione alla dichiarazione presentata nel 2018 (anno d’imposta 2017), il termine per la notifica della cartella di pagamento derivante da liquidazione automatica scade non il 31 dicembre 2021 ma il 31 gennaio 2023; b) in relazione alla dichiarazione presentata nel 2018 (anno d’imposta 2017) e nel 2017 (anno d’imposta 2016), il termine per la notifica della cartella di pagamento derivante da controllo formale scade, rispettivamente, il 31 gennaio 2024 (e non il 31 dicembre 2022) e il 31 gennaio 2023 (e non il 31 dicembre 2021).

Gli avvisi di accertamento, nonché tutti gli atti impositivi (ad esempio atti di contestazione delle sanzioni, avvisi di liquidazione, avvisi di recupero dei crediti d’imposta), che scadono dall’8 marzo 2020 al 31 dicembre 2020 vanno emessi (in sostanza sottoscritti dal funzionario competente) entro il 31 dicembre 2020 ma notificati dal 1° febbraio 2021 al 31 gennaio 2022. Prima del decreto, il termine ultimo per la notifica era il 31 dicembre 2021. In virtù di ciò, entro il 31 dicembre 2020 devono, per esempio, essere stati emessi gli accertamenti per imposte sui redditi, IVA e IRAP relativi all’annualità 2015 modello UNICO 2016 (annualità 2014 modello UNICO 2015 qualora ci sia stata l’omessa dichiarazione). La notifica avverrà dal 1° febbraio 2021 al 31 gennaio 2022.

 

 

 

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