Fisco

2 Novembre 2020 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

0

Decreto Ristori e contributo a fondo perduto

Print Friendly, PDF & Email

L’articolo 1 del decreto n. 137 del 28 ottobre 2020 (Decreto Ristori) prevede un contributo a fondo perduto da destinare agli operatori IVA dei settori economici interessati dalle nuove misure restrittive per contenere la diffusione dell’epidemia Covid-19.

I beneficiari sono indicati grazie a specifici codici ATECO includendo anche le imprese con ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro. Il contributo è riconosciuto alle partite IVA attive dal 25 ottobre 2020 e che dichiarano svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell’elenco stilato dal governo

Il contributo a fondo perduto spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Al fine di determinare correttamente i predetti importi, si fa riferimento alla data di effettuazione dell’operazione di cessione di beni o di prestazione dei servizi. Il predetto contributo spetta anche in assenza dei requisiti di fatturato di cui sopra ai soggetti compresi nell’elenco dei codici ATECO che hanno attivato la partita IVA a partire dal primo gennaio 2019.

Per i soggetti che hanno già beneficiato del contributo a fondo perduto di cui all’art. 25 del DL 34/2020-Decreto Rilancio (e che non l’abbiano restituito), il nuovo contributo è corrisposto automaticamente dall’Agenzia delle Entrate mediante accredito diretto sul conto corrente bancario o postale sul quale è stato erogato il precedente contributo. Invece, Per i soggetti che non hanno presentato istanza di contributo a fondo perduto di cui al citato art. 25 (es. quelli con ricavi e compensi superiori a 5 milioni di euro, esclusi dalla precedente agevolazione), il nuovo contributo è invece riconosciuto previa presentazione di apposita istanza, esclusivamente mediante la procedura web e il modello approvati in precedenza. Termini e modalità per la trasmissione delle istanze saranno definiti da un provvedimento.

L’importo del beneficio varia dal 100 per cento al 400 per cento di quanto previsto in precedenza. Le quote percentuali (100, 150, 200 e 400 per cento) sono definite per settore economico nell’elenco dei codici ATECO.

Per coloro che hanno già beneficiato del vecchio contributo, il nuovo contributo a fondo perduto è determinato come quota del contributo già erogato ai sensi dell’art. 25 del Decreto Rilancio. Nell’ipotesi in cui si tratti di contribuenti che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2019, l’ammontare del nuovo contributo è determinato applicando le percentuali previste dall’elenco ATECO agli importi minimi di mille euro per le persone fisiche e a duemila euro per i soggetti diversi.

Per i soggetti che non avevano beneficiato del precedente, l’ammontare del nuovo contributo a fondo perduto è determinato come quota del valore calcolato sulla base dei dati presenti nell’istanza trasmessa e dei criteri stabiliti per il precedente contributo a fondo perduto ex art. 25 commi 4, 5 e 6 del Decreto Rilancio. Con ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro, il valore è calcolato applicando la percentuale del 10 per cento. In ogni caso, l’importo del contributo a fondo perduto del DL Ristori non può essere superiore a 150mila euro.

Ecco un esempio: ristoratore con ricavi 2019 pari a 600mila euro e un calo del fatturato relativo ad aprile 2020-2019 pari a 50mila euro. Il contributo riconosciuto dal DL Ristori sarà pari a 15mila euro, dato dal 15 per cento di 50.000 = 7.500 vecchio contributo, moltiplicato per il coefficiente del 200 per cento previsto per il codice ATECO 561011.

 

Aprire file Decreto Ristori, alla fine trovate l’elenco dei codici ATECO

Decreto Ristori

 

Tags: , , , ,


Segnalazioni, informazioni, comunicati, nonché rettifiche o precisazioni sugli articoli pubblicati vanno inviate a: redazione@dailytax.it




Back to Top ↑