Fisco

22 Novembre 2017 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Dipendenti 4.0 e credito d’imposta

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Big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, cyber security, sistemi cyber-fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo macchina, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine e integrazione digitale dei processi aziendali. Queste le attività di formazione – indicate nella legge di Bilancio 2018 – atte ad acquisire e consolidare le conoscenze tecnologiche previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0 e per le quali è previsto uno sgravio fiscale.

L’art. 8 della legge stabilisce il riconoscimento di un credito d’imposta a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano nonché dal regime contabile adottato, che sostengono spese di formazione per le attività 4.0. L’agevolazione è riconosciuta in misura pari al 40% del costo aziendale del personale dipendente impiegato nella formazione, fino a un importo massimo annuale di euro 300mila per ciascun beneficiario.

Sono escluse dall’agevolazione le attività di formazione ordinaria o periodica che le imprese organizzano per adeguarsi alle normative vigenti in materia di salute e sicurezza, protezione dell’ambiente e ogni altra normativa obbligatoria in tema di formazione. Il credito d’imposta si riferisce alle spese sostenute nel 2018 e potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione mediante modello F24, inoltre, l’ammontare del credito dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi del periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese agevolabili e in quelle relative ai periodi d’imposta successivi, fino a quando se ne conclude l’utilizzo.

Per fruire del credito, le attività di formazione saranno regolarizzate attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali, definendo, anche, il costo orario del personale. Altro presupposto per ottenere il beneficio è la certificazione dei costi (da allegare al bilancio), operata dal soggetto incaricato della revisione legale o da un professionista iscritto nel registro dei revisori. Quest’obbligo coinvolge anche le imprese non soggette alla revisione legale e le spese sostenute per l’attività di certificazione contabile sono ammesse all’agevolazione fino a un massimo di euro 5mila.

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