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8 Marzo 2021 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Entrate tributarie 2020: flessione del 5,3 per cento rispetto al 2019

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Il 1° marzo l’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) ha diffuso i dati del PIL (Prodotto interno lordo) e dell’indebitamento delle Amministrazioni Pubbliche del quadriennio 2017-2020 e ha certificato che, nel 2020, il prodotto interno lordo ai prezzi di mercato è diminuito del 7,8 per cento. Rispetto al 2019, in termini reali, la flessione del PIL è stata pari all’8,9 per cento, i consumi finali nazionali sono diminuiti del 7,8 per cento e gli investimenti fissi lordi del 9,1 per cento; il rapporto tra deficit e PIL è risultato pari a -9,5 per cento a fronte del -1,6 per cento del 2019.

La flessione delle entrate nel corso del 2020 ha contribuito al peggioramento dell’indicatore di indebitamento netto. In particolare, nel corso del 2020, le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica sono state pari a 446.796 milioni di euro con una diminuzione di 25.183 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno 2019 (-5,3 per cento). La variazione negativa riflette sia il peggioramento del quadro macroeconomico sia gli effetti dei provvedimenti di sostegno all’economia adottati dal Governo per fronteggiare l’emergenza sanitaria. In particolare, già a partire dal primo semestre 2020, l’andamento delle entrate tributarie è stato influenzato dagli effetti del Decreto Legge 8 aprile 2020, n. 23, che ha disposto il rinvio dei versamenti tributari e contributivi per i soggetti esercenti attività di impresa, arte o professione.

Successivamente, in risposta alla seconda ondata della pandemia nei mesi autunnali, il Governo ha varato quattro decreti legge – cosiddetti decreti “ristori”, poi confluiti in un’unica legge di conversione – che hanno disposto ulteriori interventi espansivi. Le misure adottate sono state in larga parte destinate al sostegno delle imprese e dei contribuenti operanti nelle attività produttive e nelle regioni interessate dalle restrizioni dell’attività economica classificate a rischio epidemiologico medio-alto introdotte negli ultimi mesi e hanno previsto, in particolare, per alcuni contribuenti e tributi, lo slittamento al 2021 dei versamenti tributari.

Nel 2020, le imposte dirette ammontano a 252.572 milioni di euro, e risultano nel complesso sostanzialmente in linea con quelle del 2019 (+23 milioni di euro). Il gettito dell’IRPEF si è attestato a 187.436 milioni di euro in riduzione di 4.178 milioni di euro (-2,2 per cento) rispetto all’anno precedente per effetto sia dell’andamento negativo delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore privato (-4.262 milioni di euro, -5,2 per cento), che riflettono gli effetti sul gettito del maggior ricorso alla cassa integrazione, e di quelle sui redditi dei lavoratori autonomi (-599 milioni di euro, -5,3 per cento). Le ritenute sui redditi dei dipendenti del settore pubblico, invece, hanno mostrano un incremento di 3.109 milioni di euro (+4,1 per cento) ma va segnalato che confluiscono su questo capitolo di bilancio anche le ritenute sulla cassa integrazione corrisposta ai dipendenti privati. I versamenti IRPEF da autoliquidazione hanno segnato una diminuzione di 2.282 milioni di euro (-10,9 per cento).

L’IRES, che risente dell’andamento negativo dell’acconto (-2,8 per cento), si è ridotta di 170 milioni di euro (-0,5 per cento). I versamenti a saldo hanno segnato un incremento dell’8,3 per cento.

Tra le altre imposte dirette vanno segnalati gli incrementi delle entrate dell’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze (+1.615 milioni di euro), che riflette le performance positive dei mercati nel corso del 2019 e di quelle relativa all’imposta sostitutiva sul valore dell’attivo dei fondi pensione (+1.129 milioni di euro) sostenute dagli andamenti positivi dei rendimenti medi nel 2019 delle diverse tipologie di forme pensionistiche complementari. Infine, il gettito dell’imposta sostitutiva sui redditi nonché ritenute sugli interessi e altri redditi di capitale ha evidenziato un calo limitato a 40 milioni di euro (-0,5 per cento).

Le imposte indirette ammontano a 194.224, con una diminuzione tendenziale di 25.206 milioni di euro (pari al -11,5 per cento). Alla dinamica negativa ha contribuito la riduzione dell’IVA (-13.227 milioni di euro, -9,7 per cento), e, in particolare, della componente di prelievo sugli scambi interni (-9.377 milioni di euro, –7,6 per cento) e di quella sulle importazioni (-3.850 milioni di euro, -27,7 per cento).

Tra le altre imposte indirette, le entrate dell’imposta sulle assicurazioni hanno registrato una diminuzione di gettito di 483 milioni di euro (-11,2 per cento). Negativi risultano anche gli andamenti delle entrate derivanti da imposte sulle transazioni (tasse e imposte ipotecarie: -159 milioni di euro, pari a -10 per cento, imposta di registro: -865 milioni di euro (-18,1 per cento) e diritti catastali e di scritturato: -38 milioni di euro pari a -6,2 per cento). In aumento il gettito dell’imposta di bollo +158 milioni di euro (+2,4 per cento).

Le entrate dell’accisa sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi hanno registrato una riduzione di 4.184 milioni di euro (-16,4 per cento). Analogamente hanno mostrato una diminuzione le entrate relative all’accisa sul gas naturale per combustione (-527 milioni di euro, -14,7 per cento), l’accisa e imposta erariale sui gas incondensabili (-109 milioni di euro, -17,2 per cento) e l’accisa sull’energia elettrica e addizionali (-51 milioni di euro, -1,9 per cento).

Le entrate relative ai “giochi” ammontano, nel 2020, a 10.510 milioni di euro (-5.095 milioni di euro, -32,6 per cento), mentre le entrate tributarie erariali derivanti da attività di accertamento e controllo si sono attestate a 8.854 milioni (-4.462 milioni di euro, pari a -33,5 per cento) di cui 3.977 milioni di euro (-2.940 milioni di euro, -42,5 per cento) affluiti dalle imposte dirette e 4.877 milioni di euro (-1.522 milioni di euro, -23,8 per cento) dalle imposte indirette.

 

 

Fonte Mef

 

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