Giurisprudenza

24 Novembre 2021 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Errore del commercialista, paga il contribuente

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Nell’ipotesi in cui un soggetto si avvalga dell’opera di un professionista per la presentazione della dichiarazione, dalla quale risultino violazioni delle disposizioni tributarie, è il contribuente ad essere onerato della prova della propria assenza di colpa: donde la conseguenza per cui questi è chiamato a rispondere per l’illecito (compensazione fraudolenta) commesso dal professionista incaricato, ove non dimostri di aver vigilato sullo stesso, nonché il comportamento fraudolento dal medesimo tenuto, finalizzato a mascherare il proprio inadempimento, mediante la falsificazione di modelli F24 ovvero di altre modalità di difficile riconoscibilità da parte del mandante.

È quanto ribadisce la Corte di Cassazione con la sentenza n.38511 del 22 novembre 2021. Inoltre, la mancata sottoscrizione dei modelli F24 non è dunque idonea, di per sé, ad escludere la responsabilità, nel caso di specie, della contribuente (potendo, peraltro, la relativa trasmissione avvenire in via telematica e, dunque, naturaliter in mancanza di sottoscrizione), occorrendo piuttosto verificare se e come la contribuente/mandante operò in concreto la vigilanza sul professionista incaricato.

Secondo la Corte sono le norme di legge che incentivano l’obbligo di controllo e vigilanza che grava sul delegante, dandogli la possibilità di effettuare dei controlli mirati alla scadenza di ogni adempimento demandato al professionista: controlli che, in questo caso, non risultano effettuati.

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