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13 Giugno 2019 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Fallimenti imprese italiane, analisi degli ultimi dieci anni

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“Analisi dei fallimenti in Italia al primo trimestre 2019” è uno studio condotto da CRIBIS, società del Gruppo CRIF specializzata nella business information. Nell’arco degli ultimi dieci anni il 2014 è stato l’anno nero per i fallimenti delle imprese italiane, con 15.336 aziende costrette a chiudere forzatamente la propria attività, mentre il 2010 è stato il meno negativo (10.888).

Nel primo trimestre del 2019 i fallimenti delle imprese italiane sono diminuiti del 3,5 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (da 2972 a 2.867), con cali più significativi nel settore dell’edilizia (-12,5 per cento, 505 aziende fallite) e più contenuti nei servizi (-2,2 per cento), dove le imprese costrette a chiudere i battenti sono state 656.

In controtendenza il settore industria, che con 535 fallimenti registra un incremento delle cessazioni del 5,9 per cento. L’analisi ha anche rilevato dall’inizio del 2019, 924 fallimenti nel settore commercio (-4,9 per cento). Le aziende che hanno portato i libri in tribunale nei primi tre mesi del 2019 sono state il 6,1 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2010 (2.703) ma anche il 23,8 per cento in meno rispetto al primo trimestre del 2014 (3.760).

Nei primi tre mesi di quest’anno la regione con la percentuale più alta di fallimenti rispetto al totale delle imprese attive è risultato il Lazio, seguito nell’ordine da Umbria, Lombardia e Toscana.

Il rapporto mette in luce come negli ultimi dieci anni il numero di concordati preventivi abbia toccato il suo massimo nel 2013, con 1995 procedure, mentre il punto più basso è stato raggiunto lo scorso anno (476). Il numero di procedure concorsuali volte a evitare il fallimento delle aziende ha superato le mille unità anche nel 2010 e 2012 (1.045), 2014 (1.622) e 2015 (1252).

La Lombardia, motore economico dell’Italia, è la regione dove si registra il più elevato numero di fallimenti nel primo trimestre 2019 (577, il 20,1 per cento del totale), seguita dal Lazio (407, il 14,2 per cento) e dal Veneto (263, 9,2 per cento). Poco più distante la Toscana (246, 8,6 per cento), che precede la Campania (229, 8 per cento), la Sicilia (190, 6,6 per cento) e l’Emilia-Romagna (181, 6,3 per cento). In Piemonte il numero di aziende costrette a chiudere (135) è più elevato del 4,7 per cento rispetto a quello rilevato in Puglia (122) e Sardegna (92) ed è più del doppio rispetto a Marche (76), Abruzzo (75) e Calabria (68).

Fonte CRIBIS

 

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