Giurisprudenza

9 Febbraio 2021 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Gli amministratori e la liquidità di cassa

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L’Agenzia delle Entrate, Direzione Provinciale di Bari, ha proposto appello avverso la sentenza pronunciata dalla Commissione Tributaria Provinciale – Sezione 7 (Bari). La Commissione Provinciale aveva accolto il ricorso di una società contribuente avverso degli avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia a seguito di un processo verbale di constatazione che aveva rilevato l’irregolare deduzione di interessi passivi bancari per euro 48.933,74 pur in presenza di una giacenza media di denaro contante in cassa di euro 46.084,31 che non giustificava il ricorso al credito bancario, nonché la mancata fatturazione di prestazioni rese in anni precedenti per ricavi pari ad euro 48.625,00 quand’anche imputati al conto economico dell’anno 2011.

L’Agenzia, nell’atto di appello ha insistito in particolare su due aspetti: 1) comportamento antieconomico della Società, in virtù dei principi di ragionevolezza cui dovrebbero sottostare le scelte aziendali, in relazione al ricorso al credito bancario; 2) la ritenuta omessa esibizione di documentazione probatoria volta a supportare le affermate ragioni del mancato incasso per le prestazioni effettuate negli anni precedenti riferibili alle fatture non emesse a motivo di contestazioni in atto.

La CTR Puglia (Commissione Tributaria Regionale) ha rigettato l’appello e giudicato infondato il dedotto (da parte dell’AE) comportamento antieconomico della Società atteso che, come correttamente rilevato dal giudice di prime cure, la necessità di mantenere una liquidità di cassa deve ritenersi rientrante nell’ambito delle insindacabili scelte imprenditoriali, quand’anche contestabili in presenza di un irragionevole saldo positivo della cassa in relazione al volume di affari e alla dimensione aziendale, ovvero, sussistendo dubbi circa la regolarità della contabilità.

La Società aveva un volume di affari pari ad euro 2.500.000,00 ed oltre quaranta dipendenti rivelando, quindi, una dimensione tale da giustificare una liquidità di cassa pari ad euro 54.670,91, in finizione della necessità di assicurare pagamenti immediati. Perciò, le giustificazioni fornite dalla Società risultano compatibili con tali finalità ritenendosi tale somma non eccessiva in rapporto proprio alla necessità di attendere ai rapporti finanziari, di non rilevante entità, non eseguibili con le tipiche operazioni bancarie.

Non può ritenersi incongruente la coesistenza della contestata liquidità di cassa con l’esposizione bancaria, complessivamente pari ad euro 800.000 per quanto affermato e non contraddetto, tanto più che, nella fattispecie, non risulta opposta alcuna anomalia nella tenuta della contabilità che possa indurre a supporre un uso strumentale della cassa e a sostenere, come sostiene l’Ufficio, una condotta antieconomica da parte della Società.

La scelta della Società di disporre della rilevata liquidità di cassa, tenuto conto della dimensione dell’attività imprenditoriale, non configura una condotta antieconomica ma, viceversa, rientra pienamente e correttamente nell’ambito delle scelte dell’imprenditore. Parimenti infondato il secondo motivo.

 

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