Fisco

3 Febbraio 2020 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Il destino dei forfettari nelle mani del Mef

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Forse è arrivata la svolta. A breve, si presume il 5 febbraio 2020, il Ministero dell’Economia e delle Finanze dovrebbe risolvere definitivamente la recente questione dell’accesso o permanenza dei contribuenti al regime forfettario per l’anno 2020.

La Legge di bilancio 2020 dispone che per l’anno in corso non possono entrare o verranno estromessi dal regime forfettario i contribuenti che nel 2019 hanno: sostenuto spese per lavoratori dipendenti e collaboratori superiori, nel loro complesso, a 20mila euro lordi; percepito redditi di lavoro dipendente e a questo assimilati superiori a 30mila euro.

L’interpretazione letterale di quanto dettato dalla legge, porta ad una valutazione dei limiti con riferimento all’anno precedente e di conseguenza una fuoriuscita dal regime forfettario dal 2020. I professionisti del settore, invece, chiedono l’applicazione delle nuove norme con decorrenza dal 2021, nel rispetto di quanto disposto dallo Statuto del Contribuente.

Da parecchie settimane oltre mezzo milione di professionisti attende una conclusiva presa di posizione da parte delle autorità. La svolta dovrebbe arrivare il 5 febbraio prossimo quando il Mef risponderà presso la VI Commissione Finanze alle interrogazioni del 31 gennaio 2020 presentate dall’On. Raffaele Trano (M5S) e dall’On. Giulio Centemero (Lega)

Eccole:

Trano Raffaele 5/03471

 Al Ministro dell’economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

 la legge di bilancio 2020, reca alcune modifiche alla disciplina del regime forfettario, sopprimendo l’imposta sostitutiva al 20 per cento prevista a partire dal 2020, reintroducendo, come condizione per l’accesso al regime forfettario al 15 per cento, il limite delle spese sostenute per il personale e lavoro accessorio e l’esclusione per i redditi di lavoro dipendente eccedenti l’importo di 30 mila euro;

 numerosi articoli di stampa rilevano tuttavia che, in base allo statuto del contribuente e a quanto ribadito dall’Agenzia delle entrate nel 2019, la cosiddetta flat tax al 15 per cento sul reddito da lavoro autonomo, si applica anche a chi attualmente sarebbe escluso dai «paletti» stabiliti dalla legge di bilancio 2020; a tal fine, per l’anno in corso, sarebbe pertanto possibile accedere alla tassazione agevolata, anche per chi, oltre al reddito da lavoro autonomo, ha percepito più di 30 mila euro, da pensione o lavoro dipendente, così come non sarebbe peraltro previsto l’avvio per quest’anno, dell’altro limite, relativo a 20 mila euro di compensi a collaboratori o spese per l’acquisto di beni strumentali;

 gli interroganti evidenziano al riguardo che, in virtù di quanto disposto dalla legge 27 luglio 2000, n. 212, le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti, la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dell’adozione dei provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti;

 a tal fine, gli interroganti rilevano altresì, che i «paletti» alla flat tax, contenuti nella manovra economica per il 2020, sono stati approvati definitivamente dal Parlamento, soltanto nel mese di dicembre 2019 per entrare in vigore pochi giorni dopo, ovvero il 1° gennaio 2020;

 la necessità di opportune precisazioni, in relazione alle osservazioni in precedenza esposte, risulta pertanto urgente e indispensabile, come peraltro sostenuto anche dall’Aiga nazionale, che auspica un intervento chiarificatore, valutato che sia gli operatori del settore, che oltre mezzo milione di professionisti con partite Iva, rivendicano il diritto di conoscere quale sia il regime fiscale effettivo da applicare –:

 se intenda confermare l’intenzione di adottare le iniziative di competenza affinché le nuove regole sulla flat tax previste dalla legge di bilancio per il 2020 entrino in vigore dal 2021 e, in caso affermativo, per prevedere la proroga di un anno per i contribuenti che intendono avvalersi del regime forfettario.

 

Centemero Giulio 5/03472

 Al Ministro dell’economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

 è mistero sui requisiti più stringenti per l’accesso nel 2020 al regime forfettario, di cui ai commi 691 e 692 della legge n. 160 del 2019;

 l’attuale Governo ha voluto operare una vera e propria stretta sul regime forfettario introdotto dalla Lega Sp al Governo con il decreto fiscale 2018, cancellando il nuovo regime agevolato con aliquota al 20 per cento per le partite Iva che ricavano fra i 65 mila e i 100 mila euro e mantenendo la tassazione agevolata al 15 per cento con tetto di 65 mila euro condizionato ai «paletti» che le spese sostenute per il personale e per il lavoro accessorio non superino i 20 mila euro lordi e che siano esclusi i soggetti, che nell’anno precedente hanno percepito redditi da lavoro dipendente e assimilati eccedenti l’importo di 30 mila euro;

 secondo quanto pubblicato su La Stampa – Economia & Finanza – l’11 gennaio 2020, in base allo statuto del contribuente, che fissa in 60 giorni il limite di tempo che deve intercorrere tra l’approvazione delle modifiche in materia fiscale e la loro applicazione, non dovrebbe trovare applicazione la stretta sulla flat tax per il 2020;

 lo stesso articolo di stampa ricorda che anche l’Agenzia delle entrate nel 2019, con circolare n. 9/E del 10 aprile 2019, aveva fatto slittare di un anno l’esclusione dalla flat tax per chi possedeva quote di controllo in società a responsabilità limitata, in considerazione dell’approvazione della norma a ridosso della fine dell’anno;

 appare, dunque, più che mai razionale e logico per gli interroganti che, applicando lo stesso principio, chi nel 2019 ha superato i nuovi limiti fissati dalla legge di bilancio 2020 resta per tutto l’anno in corso in regime di flat tax, dovendo tuttavia adeguarsi nell’anno in corso ai nuovi «paletti» per poter rimanere in tale regime anche nel 2021;

 tuttavia, l’obiettivo dichiarato del Governo di far cassa con le nuove restrizioni, indicando risparmi per poco meno di 1,5 miliardi di euro, lascia presumere agli interroganti che l’attuale maggioranza intenda «forzare» sull’applicazione da subito delle nuove regole di accesso al regime della tassazione piatta –:

 se il Governo intenda far chiarezza su quanto esposto in premessa.

 

Foto dal web

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