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13 Maggio 2019 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Il regime forfettario trascina l’apertura di nuove partite IVA

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Nei primi tre mesi del 2019 sono state aperte 196.060 nuove partite Iva ed in confronto al corrispondente periodo dello scorso anno si registra un aumento del 7,9 per cento. Lo rende noto il ministero dell’Economia e delle Finanze nel comunicato stampa n. 95 del 10 maggio 2019 (Osservatorio partite IVA).

La distribuzione per natura giuridica mostra che il 77 per cento delle nuove aperture di partita Iva è stato aperto da persone fisiche, il 18,5 per cento da società di capitali, il 3,5 per cento da società di persone; la quota dei “non residenti” e “altre forme giuridiche” rappresenta complessivamente l’1 per cento del totale delle nuove aperture. Rispetto al primo trimestre del 2018, vi è stato un notevole aumento di avviamenti per le persone fisiche (+14 per cento), dovuto alle crescenti adesioni al regime forfettario, mentre le forme societarie presentano significativi cali: -17,2 per cento per le società di persone e -8,5 per cento per le società di capitali.

Nel periodo in esame 104.456 soggetti hanno aderito al regime forfetario, pari a più della metà del totale delle nuove aperture (53,3 per cento), con un aumento di adesioni di ben il 40 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’andamento è influenzato dalle modifiche normative introdotte con la legge di bilancio 2019, che ha elevato a 65mila euro il limite di ricavi per fruire del regime forfetario con l’introduzione anche di alcune agevolazioni contributive per coloro che aderiscono. Tali modifiche hanno quindi avuto un duplice effetto, da un lato hanno determinato un aumento complessivo delle aperture di partita Iva, dall’altro una ricomposizione delle aperture a favore della natura giuridica “persona fisica” e a sfavore delle forme societarie.

Riguardo alla ripartizione territoriale, il 45 per cento delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 22 per cento al Centro e quasi il 33 per cento al Sud e Isole. Il confronto con lo stesso periodo dell’anno 2018 mostra un generalizzato incremento di avviamenti: i più notevoli in Valle d’Aosta (+26,9 per cento), Calabria (+16 per cento) e Liguria (+12,6 per cento); solamente in Abruzzo si registra una lieve flessione (-1,8 per cento).

In base alla classificazione per settore produttivo, le attività professionali risultano il settore con il maggior numero di aperture di partite Iva (20,2 per cento del totale), seguito dal commercio con il 17,8 per cento e dalle costruzioni (9,1 per cento). Rispetto al primo trimestre del 2018, tra i settori principali i maggiori aumenti si notano nell’istruzione (+22,9 per cento), nelle attività professionali (+19,2 per cento) e nei servizi alle imprese (+16 per cento). Gli unici settori con calo di avviamenti sono l’agricoltura (-4,9 per cento) e l’alloggio e ristorazione (-2,1 per cento).

Relativamente alle persone fisiche, la ripartizione di genere mostra una sostanziale stabilità (maschi al 62,1 per cento). Il 45,7 per cento delle nuove aperture è stato avviato da giovani fino a 35 anni ed il 32,2 per cento da soggetti appartenenti alla fascia dai 36 ai 50 anni. Rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno, tutte le classi di età registrano incrementi di aperture: il più consistente è il +39,3 per cento della classe più anziana.

Infine, analizzando il Paese di nascita degli avvianti, si evidenzia che il 14,7 per cento delle aperture è operato da un soggetto nato all’estero.

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