Fisco

13 Dicembre 2021 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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IMU: saldo 2021

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Il 16 dicembre 2021 è il termine entro cui deve essere versata la seconda rata dell’imposta municipale propria (IMU) per l’anno 2021, a saldo e a conguaglio di quanto dovuto per l’intero anno. Ai fini dell’IMU sono assoggettate all’imposta le abitazioni principali, e relative pertinenze, accatastate in A/1, A/8 e A/9, mentre sono esenti le abitazioni principali censite nelle altre categorie.

Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati in Comuni diversi, si pone una questione non da poco. Il recente decreto fiscale non ancora approvato, prevede che in fase di conversione venga introdotto un articolo finalizzato alla regolamentazione di cui sopra: nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale o in Comuni diversi, le agevolazioni (esenzione o aliquota ridotta) per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile, scelto dai componenti del nucleo stesso.

Se l’entrata in vigore dovesse essere il 15 dicembre 2021, per il mese di dicembre sembrerebbe possibile applicare la nuova norma (beneficiando delle agevolazioni per un immobile scelto quale abitazione principale della famiglia), tenendone quindi conto in sede di versamento del saldo IMU entro il 16 dicembre 2021. Ove la conversione in legge dovesse avvenire successivamente, invece, gli effetti della nuova disposizione dovrebbero esplicarsi a decorrere dal 2022.

In linea di massima, entro il 16 dicembre 2021, deve essere versata la seconda rata dell’IMU per l’anno 2021 per tutte le tipologie di immobili che non sono state escluse dal pagamento del tributo, ferme restando le ipotesi di esclusione e di esenzione. Devono pagare l’imposta: 1) le abitazioni principali A/1, A/8 e A/9; 2) le unità immobiliari abitative diverse dall’abitazione principale, e relative pertinenze; vi rientrano, ad esempio, le abitazioni tenute a disposizione (c.d. seconde case), le abitazioni concesse in locazione, le abitazioni concesse in comodato (uso) gratuito (anche ove sussistano le condizioni per beneficiare della riduzione della base imponibile ai sensi dell’art. 1 comma 747 della L. 160/2019); 3) le pertinenze diverse da quelle che beneficiano del regime agevolato previsto per l’abitazione principale; 4) gli altri fabbricati non abitativi (es. gli immobili delle imprese, gli uffici e studi privati); 5) le aree fabbricabili, a eccezione di quelle possedute e condotte da CD e IAP iscritti nella previdenza agricola, sulle quali persista l’utilizzazione agro-silvo-pastorale mediante l’esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura e all’allevamento di animali.

 

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