Mondo Impresa

2 Aprile 2019 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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In ripresa le sofferenze bancarie

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Tornano a crescere i crediti deteriorati delle banche italiane: a gennaio 2019, rispetto a dicembre 2018, le sofferenze nette sono aumentate di quasi quattro miliardi di euro. Lo dice il rapporto mensile sul credito realizzato dal Centro Studi UNIMPRESA (Unione nazionale di Imprese), un’associazione che rappresenta le micro, piccole e medie imprese così come individuate dalle norme dell’Unione Europea, che operano nei diversi settori dell’attività primaria, secondaria e terziaria esistenti.

Il totale delle rate non pagate dalle imprese e dalle famiglie è passato in un solo mese da 29,5 miliardi a 33,4 miliardi con un incremento superiore al 13 per cento. Una inversione di tendenza che accompagna il costante calo dei prestiti: quelli al settore privato sono crollati, negli ultimi dodici mesi, di 66 miliardi (-5 per cento). A pesare, in particolare, il crollo delle erogazioni in favore delle aziende, diminuite di oltre 63 miliardi da 742 miliardi a 679 miliardi (-8,5 per cento).

Per quanto riguarda le famiglie, invece, credito al consumo (+7,6 miliardi) e mutui per le abitazioni (+4 miliardi) attenuano la discesa degli “impieghi” totali, causata dalla diminuzione dei prestiti personali (-14,4 miliardi). In totale, lo stock di impieghi al settore privato è diminuito di oltre 50 miliardi, passando da 1.372 miliardi a 1.305 miliardi: in media oltre 5 miliardi al mese tagliati ad aziende e cittadini.

Sono calati tutti i tipi di finanziamenti alle imprese: quelli fino a 1 anno di 36 miliardi, quelli fino a 5 anni di 3 miliardi e quelli oltre 5 anni (lunga durata) di 24 miliardi.

Secondo il rapporto dell’associazione, basato su dati della Banca d’Italia, il totale dei prestiti al settore privato è diminuito nell’arco dell’ultimo anno, di 66,1 miliardi (-4,82 per cento) passando dai 1.372,06 miliardi di gennaio 2018 ai 1.305,8 miliardi di gennaio 2019. Nel dettaglio, è calato di 63,5 miliardi (-8,55 per cento) lo stock di finanziamenti alle imprese passati da 742,7 miliardi a 679,2 miliardi: in particolare, sono calati di 36,1 miliardi (-14,19 per cento) da 254,3 miliardi a 218,2 miliardi i crediti a breve termine (fino a 1 anno); giù di 24,5 miliardi (-7,62 per cento) i prestiti di lunga durata (oltre 5 anni) scesi da 322,5 miliardi a 297,9 miliardi; sono invece di nuovo scesi con un calo di 2,8 miliardi (-1,71 per cento) i finanziamenti di medio periodo (fino a 5 anni) passati da 165,7 miliardi a 162,9 miliardi. Risultano complessivamente in leggero calo di 2,6 miliardi (-0,42 per cento) i prestiti alle famiglie, passati da 629,3 miliardi a 626,6 miliardi: in particolare, è salito di 7,6 miliardi (+8,07 per cento) il credito al consumo (denaro concesso per acquistare elettrodomestici, automobili, televisori e smartphone) passato da 95,3 miliardi a 103,03 miliardi; in aumento anche i mutui di 4,1 miliardi (+1,10 per cento), saliti da 375,2 miliardi a 379,3 miliardi; in pesante calo, invece, i prestiti personali, scesi di 14,4 miliardi (-9,13 per cento) da 158,7 miliardi a 144,2 miliardi.

Per quanto riguarda i prestiti non rimborsati, si registra un rilevante calo delle sofferenze lorde, diminuite in totale di 66,4 miliardi (-39,87 per cento) dai 166,6 miliardi di gennaio 2018 ai 100,1 miliardi di gennaio 2019. Il rapporto tra sofferenze lorde e prestiti è passato dal 12,14 per cento al 7,67 per cento. Sono calate di 48,8 miliardi (-41,95 per cento) le rate non pagate dalle aziende, scese da 116,3 miliardi a 67,5 miliardi; in diminuzione di 11,02 miliardi (-33,22 per cento) anche i crediti deteriorati riconducibili alle famiglie, passati da 33,1 miliardi a 22,1 miliardi e continuano a calare anche quelli legati alle imprese familiari, scesi da 13,6 miliardi a 8,1 miliardi, in contrazione di 5,5 miliardi (-40,36 per cento); risultano in diminuzione di oltre 1 miliardo (-31,65 per cento) anche le sofferenze della pubblica amministrazione, delle assicurazioni, dei fondi e delle onlus, passate da 3,3 miliardi a 2,3 miliardi. Il totale delle sofferenze nette, ovvero quelle non coperte direttamente da garanzie, è diminuito in un anno di 25,9 miliardi (-43,72 per cento) da 59,3 miliardi a 33,4 miliardi. Il rapporto tra sofferenze nette e prestiti è passato dal 4,33 per cento al 2,56 per cento. A gennaio 2019, però, si è registrata su base mensile una brusca e rilevante inversione di tendenza: le sofferenze nette, infatti, sono salite di 3,8 miliardi (+13,10 per cento) da 29,5 miliardi di dicembre a 33,4 miliardi di gennaio.

 

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