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11 Giugno 2019 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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In scadenza il termine per le ferie 2017 non godute

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Il lavoratore ha diritto a un periodo minimo di ferie annue non inferiore alle quattro settimane: due devono essere godute dal lavoratore in modo continuativo entro il 31 dicembre, mentre le restanti due entro i diciotto mesi successivi all’anno di maturazione, salvo eventuali modifiche previste dal CCNL di settore. La contrattazione collettiva può intervenire allungando il periodo di riferimento dei diciotto mesi, oltre che stabilire ulteriori giorni in aggiunta alle quattro settimane, che possono essere utilizzati secondo i termini e le modalità stabilite dalle stesse parti sociali.

Il 30 giugno 2019 è il termine ultimo per l’azienda per far fruire i giorni di ferie maturate dai lavoratori nel corso dell’anno 2017.

Il lavoratore non può rinunciare alle ferie che servono principalmente per il recupero delle energie psico/fisiche utilizzate durante l’anno. È vietato monetizzare le ferie non godute, cioè non possono essere retribuite attraverso l’erogazione di una indennità sostitutiva, in quanto verrebbe meno lo scopo proprio dell’istituto. Fanno eccezione a tale principio i casi di cessazione del rapporto di lavoro, i contratti a tempo determinato inferiori a 12 mesi, nonché i giorni previsti in più dalla contrattazione collettiva.

L’azienda dovrà dunque, entro il prossimo 30 giugno, verificare l’avvenuta fruizione delle ferie maturate nell’anno 2017 dei propri dipendenti, in quanto il mancato rispetto della disciplina comporta l’insorgere dell’obbligo di versamento della contribuzione all’INPS e inoltre espone il datore a pesanti sanzioni amministrative non diffidabili.

Nell’ipotesi del versamento della contribuzione il datore di lavoro deve aggiungere all’imponibile previdenziale del mese di luglio l’importo del compenso spettante per le ferie non godute, calcolare i contributi dovuti all’INPS applicando le relative aliquote e versare entro gli ordinari termini di scadenza (16 agosto 2019) con modello F24. Il lavoratore è tutelato, non perde alcun giorno di ferie non goduto e potrà usufruirne in un periodo successivo.

Le sanzioni amministrative, invece, sono di tipo pecuniario e vanno da 120 a 720 euro. Se la violazione si riferisce a più di cinque lavoratori ovvero si è verificata in almeno due anni, la sanzione amministrativa ammonta da 480 a 1.800 euro. Se invece i lavoratori coinvolti sono più di dieci ovvero la violazione si è verificata in almeno quattro anni, la sanzione amministrativa è compresa tra 960 a 5.400 euro. Le sanzioni sono state oggetto di un aumento del 20 per cento.

 

 

 

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