Mondo Impresa

22 Ottobre 2019 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Indagini e controlli sulle piccole attività

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Inps, Inail, Ispettorato Nazionale del Lavoro, Agenzia delle entrate, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Guardia di Finanza, Aziende/Unità sanitarie locali, Vigili del Fuoco, Camere di Commercio, Autorità garante della Privacy, Carabinieri forestali, NAS (Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dei Carabinieri), NOE (Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri), Siae (Società italiana autori ed editori) sono solo una parte degli enti pubblici che potrebbe mettere sotto controllo e ispezionare una piccola azienda.

L’argomento è stato oggetto di analisi da parte dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre. Gli esperti hanno suddiviso il quadro legislativo generale in quattro grandi aree. Successivamente, per ciascuna di esse è stato calcolato il numero dei principali controlli che una piccola impresa può incorrere a seguito dell’attività ispettiva realizzata dagli enti preposti. Il risultato è il seguente: le Pmi rischiano, potenzialmente, centoventidue controlli all’anno da parte di diciannove diverse istituzioni.

Analizzando i quattro maggiori settori coinvolti, troviamo l’ambiente e sicurezza nei luoghi di lavoro. Quest’area è la più a rischio ed è interessata da sessanta possibili controlli che possono essere effettuati da undici enti ed istituti diversi. A seguire troviamo il fisco: in questo ambito il numero dei controlli è pari a trenta e sono sei le agenzie e gli enti coinvolti. Notevole, anche, il comparto della contrattualistica, dove il numero dei possibili controlli si attesta a ventuno, chiamando in causa quattro organi amministrativi tra istituti ed agenzie, mentre l’ambito amministrativo registra undici controlli ad appannaggio di sette diversi enti.

La maggior parte dei controlli riguardano l’ambiente e la sicurezza. Le voci più a rischio sono la conformità/mantenimento dell’efficienza degli impianti (elettrici, idrici, gas), il rispetto delle norme sugli scarichi, sulla corretta gestione dei rifiuti e sulle misure antincendio. In tutte le circostanze sono sei diversi enti che hanno specifiche competenze in materia di controllo. Le più coinvolte sono le ASL/ULSS, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, i NAS, i NOE e la Polizia Municipale. Altrettanto impegnative sono la presenza e il rispetto delle prescrizioni riferite alle emissioni in atmosfera, gli obblighi formativi in materia di sicurezza sul lavoro, i piani di sicurezza e la valutazione dei rischi.

Dal punto di vista fiscale nel 2018 la Guardia di Finanza ha effettuato 520.878 controlli strumentali (ricevute fiscali, scontrini, fatture e documenti di trasporto). L’Agenzia delle entrate ha disposto 404.355 accertamenti ordinari e parziali automatizzati (revisione, sulla base di elementi certi, di altre forme di reddito non dichiarato) a cui si aggiungono ulteriori 106.798 verifiche e controlli della Guardia di Finanza e ulteriori 31.798 verifiche, controlli e accesso ai documenti da parte dell’Agenzia stessa. Infine, non vanno dimenticate 1.901.138 di lettere trasmesse dall’Agenzia per l’attivazione della compliance (richieste di chiarimenti su irregolarità riscontrate o potenziali).

Nel 2018, quindi, i contribuenti venuti in contatto con il fisco sono stati 2,9 milioni e nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di soggetti titolari di una partita Iva (imprese, artigiani, commercianti, liberi professionisti).

In merito all’intervento degli Ispettori del lavoro, dei Carabinieri per la tutela del lavoro e del personale Inps ed Inail, invece, l’anno scorso l’attività di vigilanza ha interessato complessivamente 164.655 aziende, mentre la filiera alimentare ha contato 31.479 interventi dei NAS a cui si aggiunge l’ispezione (11.954 esercenti) in pizzerie, trattorie, bar, gastronomie, fast food.

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