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10 Dicembre 2019 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Investimenti in start-up: 694 milioni nel 2019

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Nel corso del 2019 le start-up italiane hanno raccolto finanziamenti per 694 milioni di euro. La cifra è di circa 100 milioni superiore ai 593 milioni di euro raccolti nel 2018, segnando una crescita più contenuta rispetto a quella dell’anno scorso, quando il capitale a disposizione era quasi raddoppiato nell’arco di dodici mesi, ma una notizia senza dubbio positiva in ottica di un prossimo raggiungimento anche in Italia della soglia obiettivo del miliardo di euro di investimenti annui.

I dati sono forniti dall’Osservatorio Startup Hi-tech promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano con Italia Startup.

Gli investimenti da parte di attori formali registrano una crescita ridotta (+12 per cento), passando dai 192 milioni del 2018 ai 215 milioni del 2019, ma l’iniezione di questo tipo di fondi potrebbe essere stata solamente rinviata. Da una parte il Fondo Nazionale Innovazione (FNI) da 1 miliardo di euro, annunciato nel corso del 2018, ma solo recentemente concretizzato attraverso la nomina di un CdA, ha generato un atteggiamento attendista tra gli operatori. Dall’altra si stima che l’European Investment Fund (EIF) abbia allocato circa 1,6 miliardi di euro negli ultimi cinque anni all’ecosistema italiano, una cifra non ancora necessariamente messa a terra in investimenti diretti alle startup.

Un’altra nota positiva è il contributo attivo di Cassa Depositi e Prestiti (CDP): alcune concretizzazioni di tale avanzamento sono la recente nascita del fondo Progress Tech Transfer con dotazione da 40 milioni di euro e dedicato in particolare alla sostenibilità ambientale, così come la nascita del “fondo di fondi” ITATech.

I finanziamenti da attori informali (Venture Incubator, Family Office, Club Deal, Angel Network, Independent Business Angel, piattaforme di Equity Crowdfunding e aziende non dotate di fondo strutturato di CVC) mostrano anch’essi una crescita inferiore a quella dello scorso anno, ma in ogni caso interessante (+32 per cento e in linea con la media del +34 per cento fatta segnare ogni anno dal 2012 ad oggi), che li porta a raggiungere quota 248 milioni di euro (contro i 188 del 2018). In un Paese come l’Italia, dove il 66 per cento della ricchezza è detenuto dal 20 per cento della popolazione, il bacino potenziale di investitori informali che facciano leva sulle proprie risorse personali ha certamente dimensioni significative. In questo ambito, uno stimolo importante è venuto dal Regolatore, grazie ai forti incentivi promossi dal MISE e legati al 40 per cento di detrazione fiscale sugli investimenti in startup innovative. Inoltre, la crescente tendenza degli investitori informali a raggrupparsi costituendo cordate determina una maggiore fiducia e propensione ad investire, perché accompagnata da una riduzione e condivisione del rischio di investimento.

Infine, la componente dei finanziamenti internazionali raggiunge i 231 milioni di euro, +8 per cento rispetto al 2018. Tuttavia, mentre il dato di dodici mesi fa era “viziato” da un’operazione straordinaria da 100 milioni, che pesava per il 47 per cento del totale, nel 2019 non osserviamo “outlier” di questa portata. Ciò dimostra che come ecosistema imprenditoriale nazionale l’Italia sta gradualmente iniziando ad attrarre investimenti esteri in maniera più sistematica e continua. Osservando la provenienza dei capitali attratti dall’ecosistema da parte di player esteri, troviamo Europa (46,4 per cento), USA (41 per cento), Cina (11,6 per cento), Giappone (0,55 per cento) e Taiwan (0,49 per cento).

 

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