Fisco

29 Novembre 2017 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Investimenti pubblicitari editoria: ecco cosa fare

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In attesa della pubblicazione di un regolamento di attuazione, il dipartimento per l’informazione e l’editoria della presidenza del Consiglio dei ministri ha fornito precisazioni e chiarimenti in riferimento al credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari incrementali programmati ed effettuati sulla stampa (giornali quotidiani e periodici, locali e nazionali anche online) e sulle emittenti radio-televisive a diffusione locale.

Le risorse stanziate per questa misura sono: per il 2018, 62,5 milioni di euro. Cinquanta milioni per gli investimenti sulla stampa (20 milioni per gli investimenti effettuati nel secondo semestre del 2017, 30 milioni per quelli da effettuare nel 2018, mentre 12,5 milioni per gli investimenti da effettuare nel 2018 sulle emittenti radio-televisive.

Possono beneficiare del credito d’imposta i soggetti titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo ed enti non commerciali che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie, il cui valore superi di almeno l’1% gli analoghi investimenti effettuati nell’anno precedente sugli stessi mezzi di informazione. Il credito d’imposta è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, elevato al 90% nel caso di microimprese, piccole e medie imprese e start up innovative.

Al credito d’imposta sono ammissibili gli investimenti riferiti all’acquisto di spazi pubblicitari e inserzioni commerciali su giornali quotidiani e periodici, nazionali e locali, ovvero nell’ambito della programmazione di emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali. Il beneficio è applicabile anche agli investimenti effettuati dal 24 giugno al 31 dicembre 2017 sempre con la stessa soglia incrementale riferita all’anno precedente, ma attenzione, l’estensione al secondo semestre del 2017 riguarda tuttavia i soli investimenti effettuati sulla stampa, ed in questo caso sono ammessi anche gli investimenti effettuati sui giornali online.

Gli investimenti pubblicitari devono essere effettuati su giornali ed emittenti editi da imprese titolari di testata giornalistica iscritta presso il competente Tribunale ovvero presso il Registro degli operatori di comunicazione e dotate in ogni caso della figura del direttore responsabile. Sono, invece, escluse dal credito d’imposta le spese sostenute per l’acquisto di spazi destinati a servizi particolari; ad esempio: televendite, servizi di pronostici, giochi o scommesse con vincite di denaro, di messaggeria vocale o chat-line con servizi a sovraprezzo.

Le spese per gli investimenti si considerano sostenute secondo il principio di competenza indicato nell’art. 109 del Tuir. L’effettività del sostenimento delle spese deve poi risultare da apposita attestazione rilasciata dai soggetti legittimati a rilasciare il visto di conformità dei dati esposti nelle dichiarazioni fiscali, ovvero dai soggetti che esercitano la revisione legale dei conti.

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, tramite il modello F24 e i soggetti interessati dovranno presentare la domanda di fruizione del beneficio nella forma di una comunicazione telematica (una “prenotazione”) su apposita piattaforma dell’Agenzia delle Entrate, secondo uno specifico modello, usufruendo di una “finestra temporale” ampia (potrebbe essere dal 1° marzo al 31 marzo di ciascun anno).

La comunicazione dovrà contenere: i dati identificativi dell’azienda (o del lavoratore autonomo); il costo complessivo degli investimenti pubblicitari effettuati, o da effettuare, nel corso dell’anno; ove gli investimenti riguardino sia la stampa che le emittenti radio-televisive, i costi andranno esposti distintamente per le due tipologia di media; il costo complessivo degli investimenti effettuati sugli analoghi media nell’anno precedente; (per “media analoghi” si intendono la stampa, da una parte, e le emittenti radio-televisive dall’altra; non il singolo giornale o la singola emittente); l’indicazione dell’incremento degli investimenti su ognuno dei due media, in percentuale ed in valore assoluto; l’ammontare del credito d’imposta richiesto per ognuno dei due media; dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

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