Fisco

13 Gennaio 2021 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Italia e Svizzera firmano un nuovo accordo sulla tassazione dei frontalieri

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Il 23 dicembre 2020, Italia e Svizzera hanno firmato a Roma un nuovo accordo sull’imposizione dei lavoratori frontalieri e un Protocollo che modifica la Convenzione per evitare le doppie imposizioni. Il nuovo accordo sostituirà quello attualmente in vigore, risalente al 1974, migliorerà sensibilmente l’attuale dispositivo di imposizione dei frontalieri e contribuirà a mantenere le buone relazioni bilaterali tra i due Paesi. Vediamo i punti salienti.

L’articolo 2 definisce il lavoratore frontaliere come un soggetto residente di uno Stato contraente che è fiscalmente residente in un Comune il cui territorio si trova nella zona di 20 km dal confine con l’altro Stato contraente, e che svolge una attività di lavoro dipendente nell’area di frontiera dell’altro Stato contraente, per un datore di lavoro residente, per una stabile organizzazione o per una base fissa. La definizione richiede, inoltre, che il lavoratore ritorni, in via di principio, al proprio domicilio principale nello Stato di residenza.

Il tema della tassazione dei lavoratori frontalieri è trattato dall’articolo 3. I salari, gli stipendi e le altre remunerazioni analoghe ricevute dai lavoratori frontalieri e pagate da un datore di lavoro quale corrispettivo di una attività di lavoro dipendente, sono imponibili nello Stato contraente in cui l’attività di lavoro dipendente viene svolta. L’imposta applicata non può eccedere l’80 per cento dell’imposta risultante dall’applicazione dell’imposta sui redditi delle persone fisiche applicabile nel luogo in cui l’attività di lavoro dipendente viene svolta, ivi incluse le imposte locali sui redditi delle persone fisiche. Lo Stato di residenza assoggetta a sua volta ad imposizione ed elimina la doppia imposizione. La tassazione dei frontalieri avviene mediante ritenuta alla fonte.

L’articolo 5 elimina la doppia imposizione. Lo Stato di residenza del lavoratore frontaliere elimina la doppia imposizione sui salari, gli stipendi e le altre remunerazioni analoghe.

L’articolo 8 dispone dell’entrata in vigore dell’accordo, ed esattamente alla data di ricezione dell’ultima delle notifiche con le quali i due Paesi vicendevolmente si saranno comunicati formalmente, per via diplomatica, che sono stati adempiuti i presupposti legali interni necessari all’entrata in vigore dell’accordo, per essere definitivamente operativo dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di entrata in vigore dell’accordo stesso.

Infine, l’articolo 9 introduce un regime transitorio. In deroga alle previsioni appena illustrate, rimangono in vigore le vecchie regole, ossia la tassazione esclusiva nel Paese di svolgimento dell’attività lavorativa. L’agevolazione compete ai soggetti che svolgono una attività di lavoratore frontaliero alla data di entrate in vigore dell’accordo o in un periodo tra il 31 dicembre 2018 e la data di entrata in vigore dell’accordo stesso.

 

Fonte Mef

 

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