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3 Giugno 2019 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Italiani e la birra: produzione, consumi ed export in aumento

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Nel 2018 i consumi di birra nel nostro Paese sono aumentati del 3,2 per cento, passando dai 19.684.000 di ettolitri del 2017 a 20.319.000. Lo rendo noto AssoBirra (associazione birrai e maltatori) nell’Annual Report 2018, il rapporto sull’andamento del comparto brassicolo e sul valore economico e sociale del settore birrario e di quello dei maltatori, promosso dall’associazione rappresentativa di più del 90 per cento della produzione nazionale.

Secondo AssoBirra, lo scorso anno il mercato ha registrato una crescita dei volumi, della produzione e del consumo pro-capite. Nel 2018, infatti, il consumo di birra in Italia è aumentato del 3,2 per cento, passando dai 19.684.000 di ettolitri nel 2017 ai 20.319.000 del 2018. La crescita si è tradotta in un aumento del 3,4 per cento del consumo pro capite che nel 2018 si è attestato a 33,6 litri, valore che posiziona comunque l’Italia tra i paesi più bassi d’Europa, al terz’ultimo posto nella classifica europea per il consumo pro capite. L’aumento dei consumi ha favorito una crescita della produzione nazionale del 4,7 per cento. Con 16.410.000 di ettolitri registrati nel 2018, oggi l’Italia è al nono posto in Europa per volumi di produzione, mentre è in quinta posizione per numero di birrifici. Positivi anche i dati sull’occupazione, con una crescita annuale di 700 unità registrata nel settore e nel suo indotto, che oggi contano complessivamente 140.700 lavoratori. Segno più, infine, anche per l’export, che nel 2018 ha raggiunto il nuovo massimo storico sfondando il tetto dei 3 milioni di ettolitri, in aumento del 6,6 per cento sul 2017. Relativamente all’import, invece, nel 2018 si è registrato in Italia un leggero incremento (+1,2 per cento), per un valore complessivo di 6.948.127 di ettolitri.

L’aumento della produzione di birra nazionale ha poi favorito una crescita di malto italiano (+5,5 per cento), passata dalle 75.800 tonnellate del 2017 alle 80.000 del 2018, e un aumento dell’import di luppolo, salito nel 2018 del 20,8 per cento, da 2.748 a 3.320 tonnellate. Inoltre, i trend positivi hanno interessato anche il settore dei micro birrifici, caratterizzato negli ultimi anni da un vero e proprio boom. Dopo la nascita, in tutto il Paese, di nuove realtà imprenditoriali per gran parte giovanili, oggi i micro birrifici sono 862, per una produzione di 504.000 ettolitri, in crescita del 4,3 per cento sul 2017.

Infine, l’Annual Report di AssoBirra riporta quest’anno uno studio dell’Università Cattolica di Milano che segnala la straordinarietà della situazione fiscale che interessa il settore birrario che – secondo gli studiosi – non trova giustificazioni economiche. L’imposizione di aliquote differenziate su beni con caratteristiche merceologiche simili – si legge nello studio – avviene, infatti, in presenza di condizioni molto particolari: se ad esempio un prodotto viene consumato solo dalla fascia abbiente della popolazione oppure se la produzione avviene in condizioni fortemente non concorrenziali. Nessuna delle condizioni che giustificano un’imposizione differenziata – concludono i curatori dello studio – è presente nel caso della birra, unica bevanda da pasto a pagare le accise in Italia.

AssoBirra Annual Report 2018

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