Fisco

10 Giugno 2019 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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IVA annuale: ritardatari entro il 29 luglio 2019

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Il termine per la presentazione della dichiarazione annuale IVA (periodo d’imposta 2019) è scaduto il 30 aprile 2019. Attenzione però. Nel caso in cui i soggetti passivi obbligati non abbiamo adempiuto o abbiano trasmesso dati inesatti, è ancora possibile regolarizzare la situazione ricorrendo al ravvedimento operoso.

Entro il 29 luglio 2019 si può validamente inviare il modello IVA 2019 per il 2018, poiché le dichiarazioni presentate entro novanta giorni dalla scadenza del termine sono considerate valide salva l’applicazione delle sanzioni amministrative per il ritardo. L’Agenzia delle entrate, in caso di dichiarazione tardiva, ha precisato che è dovuta: la sanzione prevista per l’omessa dichiarazione in assenza di debito d’imposta, ossia quella da 250 euro ridotta a 25 euro (1/10 del minimo) per effetto del ravvedimento operoso; la sanzione per l’eventuale tardivo o carente pagamento del tributo, pari al 30 per cento dell’imposta non versata (15 per cento dell’imposta per i versamenti operati entro 90 giorni dalla scadenza e 1/15 per ciascun giorno di ritardo, se quest’ultimo non è superiore a 14 giorni), ferma restando la riduzione derivante dal ravvedimento operoso.

Dopo il 29 luglio 2019, la dichiarazione annuale IVA per il 2018 non presentata si considera omessa. Nei confronti del soggetto passivo è applicabile, pertanto, l’accertamento induttivo-extracontabile e gli avvisi di accertamento possono essere notificati entro il 31 dicembre del settimo anno successivo, anziché entro il quinto anno successivo, a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.

Inoltre, si applicano le seguenti sanzioni: dal 120 per cento al 240 per cento (con un minimo di 250 euro) dell’ammontare dell’IVA dovuta o per le operazioni che avrebbero dovuto formare oggetto di dichiarazione; dal 60 per cento al 120 per cento dell’imposta dovuta (con un minimo di 200 euro), se la dichiarazione omessa è presentata entro il termine per la dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo (30 aprile 2020) e, comunque, prima dell’inizio di qualunque attività amministrativa di accertamento di cui il soggetto passivo abbia avuto formale conoscenza.

La dichiarazione annuale IVA per il 2018 presentata dopo il 29 luglio 2019 si considera comunque omessa. Dunque, le sanzioni non possono essere spontaneamente regolarizzate mediante l’istituto del ravvedimento operoso.

In caso di errori o omissioni relativi alla compilazione del modello IVA 2019 per il 2018 presentato entro il 30 aprile 2019 o nei novanta giorni successivi, il soggetto passivo può trasmettere una dichiarazione integrativa a proprio “sfavore” o “favore” entro i termini per la decadenza del potere di accertamento. È prevista l’irrogazione di sanzioni solo per la dichiarazione integrativa “a sfavore” del soggetto passivo. A tale proposito, se la trasmissione dell’integrativa avviene entro novanta giorni dal termine dovrebbe applicarsi la sanzione per la dichiarazione inesatta da 250 a 2.000 euro per effetto del ravvedimento operoso.

 

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