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29 Giugno 2020 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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La crisi delle partite IVA negli ultimi dieci anni

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Da dieci anni è in atto un vero e proprio processo di desertificazione del tessuto delle piccole partite IVA. Il dato rilevato nei giorni scorsi dall’Osservatorio Inps sul lavoro autonomo con riguardo ad artigiani e commercianti iscritti alle relative gestioni previdenziali, è confermato da quanto elaborato dall’Ufficio studi del Consiglio nazionale dei commercialisti sulla base dei dati del Dipartimento Finanze del Ministero dell’Economia. I commercialisti hanno analizzato le dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche relative al decennio 2008 – 2018.

In questi dieci anni si evidenzia una sostanziale fuga dalla partita IVA a favore del lavoro subordinato e parasubordinato (che potrà forse essere contrastata dal potenziamento del regime forfetario fino a 65mila euro di fatturato che decorre dal 2019) e un significativo incremento del livello medio degli assegni pensionistici (con il corrispondente riflesso sul lato della spesa). Una tendenza che, a parere della categoria, rischia di diventare irreversibile a causa dell’emergenza legata al coronavirus.

Nel lasso di tempo considerato, a fronte di una crescita del PIL nominale del 7,84 per cento, i redditi risultanti dalle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche sono cresciuti circa il doppio (14,47 per cento), passando dai 786 miliardi di euro del 2008 ai 900 miliardi di euro del 2018.

Dei 900 miliardi di euro dichiarati, 8 miliardi sono risultati non imponibili (essenzialmente il 50 per cento del reddito fondiario di immobili non locati e assoggettati ad IMU), 28 miliardi sono stati assoggettati a regimi di imposizione sostitutiva (cedolare secca sulle locazioni immobiliari su 16 miliardi; imposte sostitutive sui redditi delle partite IVA individuali per 10 miliardi; imposta sostitutiva sui premi produttività dei dipendenti per 2 miliardi) e 864 miliardi sono invece confluiti nella base imponibile IRPEF soggetta alle ordinarie aliquote progressive.

Rispetto ai 28 miliardi del 2018, i redditi assoggettati a tassazione sostitutiva (di lavoro autonomo e dipendente e da fabbricati) nel 2008 erano appena 3,6 miliardi. Nel passaggio dal 2008 al 2018, il numero dei contribuenti censiti è calato di circa 430mila unità (scendendo da 41,8 milioni di contribuenti del 2008 ai 41,3 milioni di contribuenti del 2018).

A livello di singole tipologie di reddito dichiarato, è però cresciuto di oltre 1 milione il numero di contribuenti che hanno dichiarato redditi di lavoro dipendente (+5,1 per cento), mentre è diminuito di circa 880mila il numero di contribuenti che hanno dichiarato redditi da pensione (-5,7 per cento) e di circa 560mila il numero di contribuenti che hanno dichiarato redditi da attività di impresa o lavoro autonomo esercitate in forma individuale o associata, ivi compresi quelli che adottano i regimi sostitutivi di vantaggio e forfetario.

Tra i contribuenti che dichiarano redditi da attività di impresa o lavoro autonomo esercitate in forma individuale o associata, si registra in particolare il dimezzamento dei contribuenti che dichiarano redditi di impresa individuale in regime di contabilità ordinaria (si passa dai 270mila del 2008 ai 136mila del 2018) e un calo di oltre 400mila unità (-17,6 per cento) con riguardo ai contribuenti che dichiarano redditi di impresa o di lavoro autonomo prodotti in forma associata. Un dato, quest’ultimo, che trova il proprio presupposto nel calo a monte del numero di società di persone e soggetti assimilati (-23,95), riconducibile in particolare al calo del numero di società in nome collettivo e società in accomandita semplice.

A livello di reddito medio dichiarato suddiviso per tipologia, nel passaggio dal 2008 al 2018 quello di lavoro dipendente registra un + 6 per cento, quello da pensione un + 28,2 per cento, quello di lavoro autonomo individuale un +18,9 per cento, quello da reddito di impresa individuale in contabilità ordinaria un + 42,1 per cento, quello da reddito di impresa individuale in contabilità semplificata un + 24,9 per cento e quello da reddito di impresa o di lavoro autonomo prodotto in forma associata un + 6,8 per cento.

 

Fonte CNDCEC

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