Giurisprudenza

11 Giugno 2019 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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La domanda di concordato preventivo non giustifica l’omesso versamento IVA

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La Cassazione penale con la sentenza n. 25315 del 7 giugno 2019 ha riaffermato come l’omesso versamento dell’IVA non può essere giustificato, ai sensi dell’art. 51 c.p. (esercizio di un diritto o adempimento di un dovere), dal pagamento degli stipendi dei lavoratori dipendenti, posto che l’ordine di preferenza in tema di crediti prededucibili, che impone l’adempimento prioritario dei crediti da lavoro dipendente (art. 2777 c.c.) rispetto ai crediti erariali (art. 2778 c.c.), vige nel solo ambito delle procedure esecutive e fallimentari e non può essere richiamato in contesti diversi, ove non opera il principio della “par condicio creditorum”, al fine di escludere l’elemento soggettivo del reato (cfr. Cass. n. 52971/2018).

Non assume rilevanza, né sul piano dell’elemento soggettivo, né su quello della esigibilità della condotta, poi, la mera presentazione della domanda di ammissione al concordato preventivo, la quale non impedisce il pagamento dei debiti tributari che vengano a scadere successivamente alla sua presentazione (cfr. Cass. n. 49795/2018). Del resto, nel caso di specie la domanda di concordato preventivo era conseguenza della crisi di impresa che l’imputato non aveva adeguatamente fronteggiato. E non può attribuirsi efficacia sostanzialmente scriminante ad una domanda presentata dallo stesso imputato che aveva provocato il dissesto.

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