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9 Novembre 2017 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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La pensione è un miraggio, ma non per tutti

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A partire dal 2019 l’età pensionabile salirà a 67 anni, ma saranno circa 15mila i lavoratori addetti a mansioni gravose che verranno esclusi dall’incremento del dato anagrafico.

Si tratta dei lavoratori ammessi all’Ape social nel 2017 con in più l’inserimento di altre categorie: operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici; conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; conciatori di pelli e pellicce; conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; conduttori di mezzi pesanti e camion; personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni; addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza; insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido; facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati; personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia; operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti; operai siderurgici; marinai; operai agricoli; marittimi.

Questa è la prima proposta del Governo a seguito dell’incontro tecnico avvenuto con i sindacati il 6 novembre 2017. Cgil, Cisl e Uil mirano all’immediato congelamento del nuovo scatto in quanto vogliono determinare l’età della pensione a seconda del lavoro svolto. “È indispensabile fermare la follia di un automatismo perverso che porta a peggiorare periodicamente l’età pensionabile” ha detto Susanna Camusso, segretario generale della Cgil.

Alla fine del mese di ottobre, l’Istat – non un prestigioso comitato scientifico internazionale – ha affermato che si vive cinque mesi in più. L’Istituto ha certificato che l’aspettativa di vita degli italiani si è allungata raggiungendo una media di 82,2 anni: 85 le donne e 80,6 gli uomini. Il dato ha generato l’aumento dell’età pensionabile, infatti – se non verrà modificata la legge Fornero – a partire dal 2019 si potrà lasciare il lavoro dopo aver compiuto 67 anni, contro i 66 anni e 7 mesi attuali.

La legge Fornero relativa alle pensioni – improbabile il ritocco – prevede che il Governo adegui i requisiti per la pensione di vecchiaia ogni tre anni (ogni due a partire dal 2019), sulla base delle indicazioni fornite dall’Istat. L’adeguamento sarà effettivo dal 2019, ma deve essere sottoscritto in anticipo entro l’anno e ufficializzato da un apposito decreto emesso dal Ministero Economia e Finanze in accordo con il ministero del Lavoro.

Le notizie statistiche e il conseguente intervento del Governo hanno suscitato le reazioni dei sindacati, ma l’esito dei primi incontri non soddisfa le confederazioni che vedono la “strada molto in salita”, come ha commentato Domenico Proietti segretario della Uil. Il 13 novembre è fissato il confronto tra i rappresentanti dei lavoratori e il premier Gentiloni. La questione potrebbe diventare politica e rimandare la riforma delle pensioni – prevista nella legge di Bilancio 2018 – alla prossima legislatura (questa è l’ultima) risulterebbe un azzardo: “Bloccare l’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita dal 2021 in poi costerebbe fino a 140 miliardi fino al 2040.” ha detto Tito Boeri, presidente dell’Inps.

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