Fisco

13 Ottobre 2020 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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La pressione fiscale reale in Italia

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L’Italia si trova al 128° posto nel mondo per efficienza del sistema fiscale e al primo posto in Europa per il livello di pressione fiscale reale. Questi dati emergono da uno studio realizzato dalla FNC (Fondazione Nazionale dei Commercialisti) con il CNDCEC (Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili) dal titolo Analisi della pressione fiscale in Italia, in Europa e nel mondo – Struttura ed evoluzione dei principali indicatori di politica fiscale.

Secondo la Nadef 2020 (Nota di aggiornamento al Def), la pressione fiscale subirà un ulteriore incremento nel corso dell’anno pari a 0,1 punti per poi innalzarsi ulteriormente e drasticamente di 0,5 punti nel 2021 fino a raggiungere il 43 per cento. Il biennio successivo, sempre nelle stime Nadef, prevede un rientro di 0,2 punti nel 2022 e 0,2 punti nel 2023 per un totale di 0,4 punti, comunque inferiore all’incremento che si avrebbe nel biennio 2020-2021 stimato pari a +0,6.

I commercialisti registrano che nel 2019 la pressione fiscale italiana ha ripreso a crescere, dopo cinque anni di progressivo rientro, portandosi al 42,4 per cento con un incremento di 0,7 punti rispetto al 2018. Con 1,4 punti percentuali in più della media, l’Italia si colloca al sesto posto in Europa, scalando una posizione rispetto al 2018. Al netto del sommerso e dell’economia illegale, pari al 12 per cento del Pil, ovvero 215 miliardi di euro, la pressione fiscale raggiunge il 48,2 per cento (+5,8 punti percentuali rispetto a quella ufficiale) e nel confronto europeo balzerebbe al primo posto.

Per quanto riguarda il gettito generato da ogni singola imposta, l’IRPEF copre il 34,2 per cento del totale (nel 2019, 176,8 miliardi di gettito), seguita dall’IVA (111,8 miliardi di euro, 21,6 per cento del totale). Le due imposte coprono insieme il 55,9 per cento del gettito tributario totale. Secondo la ricerca, c’è una tendenza a concentrare il prelievo tributario sulle imposte principali: su un totale di ottantotto voci, le prime dieci imposte rappresentano l’85 per cento del totale.

La pressione fiscale è e resta alta, sbilanciata dal lato del lavoro rispetto al consumo. I dati Eurostat indicano che nel 2018 l’Italia era al settimo posto per pressione fiscale sul lavoro (21 per cento del totale), al ventunesimo per quella sui consumi (11,1 per cento) e al ventiseiesimo per tassazione sui capitali (9,6 per cento), per un totale di 41,7 per cento.

Infine, anche l’imposta sul reddito d’impresa è degna di rilievo. L’aliquota del 27,8 per centro (IRES+IRAP) pone l’Italia quinta in Europa, distante più di cinque punti dalla media Ue. L’indicatore di pressione fiscale sui profitti societari calcolato dalla Banca mondiale per l’Italia sfiora il 60 per cento.

 

Fonte FNC e CNDCEC

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