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18 Marzo 2021 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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La ripresa economica rimane un sogno

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Con l’inizio della campagna vaccinale e una parziale riduzione della circolazione del virus, sembrava che si potesse vedere la luce e cominciare a pensare ad una ripresa economica vera, in realtà nel giro di poche settimane il quadro è tornato ad essere molto critico tra stop al vaccino Astrazeneca e diffusione sul territorio delle varianti del coronavirus che hanno aumentato in modo sensibile la contagiosità.

Secondo Confcommercio l’economia italiana si trova a rivivere una situazione molto simile a quella di marzo e aprile dello scorso anno. Sicuramente i vincoli alla mobilità, le chiusure degli esercizi commerciali e dei luoghi di scambio sociale, sono un po’ meno stringenti ma il problema è che si aggiungono ad una situazione economica già molto compromessa.

La previsione di una crescita del PIL attorno al 4 per cento per l’anno in corso si allontana. I dati dei consumi a febbraio indicano un andamento negativo su base annua con una flessione del 12,2 per cento, che segue la contrazione del 17,5 per cento di gennaio.

Per quel che riguarda il Pil, a marzo dovrebbe ridursi del 4,7 per cento su base mensile. Si ampliano i divari tra comparti: gran parte dei servizi di mercato si trovano ormai da un anno nell’impossibilità di operare mentre almeno alcuni settori dell’industria stanno recuperando le perdite registrate nei peggiori momenti dello scorso anno.

Guardando all’andamento economico dei vari settori dell’economia, solo i prodotti ed i servizi di comunicazione e per l’elettronica di consumo si confermano in territorio positivo. Gli incentivi hanno invece dato una buona spinta alla domanda di auto.

Un dato curioso è che per la prima volta dopo molti mesi il campo dell’alimentazione fa segnare un piccolo calo dopo gli aumenti continui degli scorsi mesi ovviamente dati dalla corsa alla scorta delle famiglie italiane nei periodi di lockdown.

Sempre in rosso rimangono purtroppo la filiera turistica, la mobilità ed i settori legati alla fruizione del tempo libero. Il protrarsi di riduzioni prossime o superiori al 50 per cento da un anno rende sempre più difficile immaginare un’uscita dalla crisi, peraltro non immediata, che non implichi pesanti ripercussioni su questi settori con effetti che potrebbero durare più a lungo della crisi sanitaria. In forte difficoltà continuano a trovarsi l’abbigliamento e le calzature (-24,5 per cento nel confronto con febbraio 2020) e la domanda di carburanti (-21,2 per cento).

Infine, l’Ufficio Studi Confcommercio prospetta per marzo 2021 un incremento dello 0,2 per cento su base mensile e dello 0,7 per cento su base annua dell’indice dei prezzi al consumo.  Una ripresa dell’inflazione sulla quale continuano a pesare gli aumenti registrati dai prodotti energetici, in seguito alla ripresa dei corsi delle materie prime petrolifere.

 

Fonte Confcommercio

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