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17 Dicembre 2020 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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L’anno nero del turismo

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Il turismo è il comparto più colpito dalla crisi pandemica che ha investito il mondo: il 2020 chiude con 53 miliardi di euro in meno rispetto al 2019 e per i primi tre mesi del 2021 si stima una perdita di ricavi di 7,9 miliardi di euro. A dirlo è l’analisi di ISNART (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche) – Unioncamere.

Secondo i tecnici, per risollevare un settore fortemente in crisi, è fondamentale ripensare il modello organizzativo, per sviluppare forme di turismo orientate alla produzione di valore, migliorando la qualità dell’offerta e aumentando i servizi forniti dai singoli operatori e dai territori. Con queste motivazioni è nato il nuovo Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di commercio realizzato con il contributo tecnico scientifico di ISNART.

Attraverso l’utilizzo di tecnologie avanzate, si vuole arrivare a fornire dati e indicazioni che aiutano a comprendere in profondità la crisi, a studiarla, ad analizzarla e soprattutto ad anticiparne gli effetti e le ripercussioni sugli anni a venire. I risultati verranno messi a disposizione delle imprese e dei decisori pubblici e privati.

Una piattaforma digitale raccoglie oltre seicento milioni di microdati acquisiti da fonti ufficiali, da open e big data, dall’interrogazione della rete e dei social network, consentendo analisi comparative su scala nazionale e locale fino alle singole destinazioni turistiche. I dati vengono elaborati e restituiti attraverso cruscotti interattivi per rispondere a quattro esigenze fondamentali: 1) analisi della domanda: per sapere chi sono, da dove vengono e cosa cercano i turisti e costruire offerte mirate; 2) analisi dell’offerta: per conoscere composizione, tipologia e occupati delle imprese turistiche 3) analisi della competitività: per valutare l’attrattività delle imprese e delle destinazioni turistiche; 4) analisi predittiva: per individuare in anticipo come evolveranno i flussi turistici, in base al loro andamento storico e a fenomeni emergenti.

Ma come sta il turismo? Nel 2020 persi 53 miliardi di euro di ricavi rispetto al 2019. La contrazione è dovuta principalmente alla riduzione di turisti internazionali in tutto l’arco dell’anno e che nei mesi estivi ha superato il 60 per cento. L’analisi predittiva di ISNART dei primi tre mesi del 2021, basata su scenari Covid a forte restrizione sociale, indica, rispetto al 2019, una perdita stimata di 7,9 miliardi di euro a fronte di una riduzione del 60 per cento dei flussi italiani e dell’85 per cento di quelli internazionali.

Tra luglio e ottobre 2020, un quinto di consumatori a livello mondiale ha dichiarato di voler rinunciare ai viaggi internazionali citando tra le motivazioni quella di voler ridurre l’impatto ambientale. La scorsa estate ben l’81 per cento dei turisti italiani ha scelto mete in base a criteri di sicurezza e l’attività sportiva è stata la principale motivazione di vacanza. Tali comportamenti sono destinati a perdurare nel tempo, condizionando fortemente le scelte di destinazione.

Nelle imprese è aumentata la consapevolezza di dover puntare sempre più sulla digitalizzazione. Dall’inizio dell’anno la quota di mercato delle soluzioni offerte dalle grandi OTA (Online Travel Agency) è calata dall’80 al 70 per cento, mentre a livello occupazionale il 74 per cento delle imprese ricettive non crede di ritornare ai livelli del 2019.

 

Fonte ISNART – Unioncamere

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