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16 Giugno 2021 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Lavoro, eppur si muove

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Secondo il Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal (Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro), sono oltre 560mila le opportunità di lavoro offerte dalle imprese a giugno che salgono a quasi 1,3 milioni avendo come orizzonte previsionale l’intero trimestre giugno-agosto. Le imprese provano a ripartire, tanto che la loro ricerca di personale dovrebbe superare questo mese anche quella registrata a giugno 2019, in epoca, cioè, pre-Covid.

L’industria programma a giugno 163mila entrate (36mila assunzioni in più rispetto al mese scorso) e 378mila nel trimestre; circa 397mila i contratti di lavoro che saranno offerti dal settore dei servizi nel mese in corso (+134mila assunzioni) e oltre 900mila quelli previsti per il trimestre. Si tratterà nel 56 per cento dei casi di contratti a tempo determinato, nel 19 per cento a tempo indeterminato, nel 10 per cento in somministrazione e nel 5 per cento in apprendistato; altre tipologie riguarderanno il restante 10 per cento dei contratti. Aumenta anche la quota di imprese che programmano assunzioni passando dal 12 per cento di maggio al 15 per cento di giugno.

A trainare la domanda di lavoro sono i principali comparti dell’industria manifatturiera con circa 106mila entrate complessive programmate per giugno: le industrie alimentari (67mila entrate, +60,1 per cento sul mese scorso), le industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo (55mila entrate, +49,1 per cento) e le industrie meccaniche ed elettroniche (52mila entrate, +15,4 per cento), tra i comparti più dinamici. In decisa ripresa anche la filiera turistica con 99mila entrate (+48,2 per cento sul mese precedente), grazie anche ai contratti stagionali da attivare per il periodo estivo, il commercio, che prevede 84mila assunzioni (+83,2 per cento in un mese), i servizi alle persone con 73mila assunzioni (+46,6 per cento) e le costruzioni con 58mila ingressi programmati (+25,6 per cento).

Le previsioni sul recupero dell’economia italiana e le tendenze positive in consolidamento dei mercati internazionali sono confermate anche dalle valutazioni fornite dalle imprese. Dal Bollettino emerge che il 19,8 per cento prevede un aumento della produzione nel trimestre giugno-agosto rispetto al trimestre precedente a fronte del 13,1 per cento che invece si attende una flessione, registrando quindi un saldo positivo pari a 6,7 punti percentuali (rispetto a giugno 2019 sono 87mila le entrate complessive programmate in più, +18,4 per cento) Fanno però eccezione le imprese del turismo che formulano previsioni ancora lontane dai livelli occupazionali pre-crisi (-26mila ingressi a giugno) e -77mila nel trimestre giugno-agosto) e quelle della comunicazione (-2mila assunzioni a giugno e -6mila nel trimestre).

Si attesta complessivamente ancora al 31 per cento la quota di assunzioni per cui le imprese dichiarano difficoltà di reperimento, in particolare nella ricerca di figure professionali più qualificate. Le figure più difficili da reperire, oltre a quelle dirigenziali (52,0 per cento), sono gli operai specializzati (45,9 per cento), i tecnici (44,1 per cento) e le professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione (42,5 per cento).

Per la ripresa le imprese puntano soprattutto su profili con elevate competenze che, però, fanno fatica a trovare sul mercato del lavoro: rispetto a giugno 2019 cresce del 95,2 per cento la domanda di tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni per cui si registra una difficoltà di reperimento del 62,6 per cento. Sono molto ricercati e di difficile reperimento anche i tecnici specializzati nella gestione dei processi produttivi (+82 per cento le assunzioni previste rispetto a giugno 2019 e una difficoltà di reperimento del 61,6 per cento), così come gli operai addetti alle rifiniture delle costruzioni (+127 per cento le assunzioni e una difficoltà di reperimento del 54,3 per cento), i fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori carpenteria (+94,3 per cento e una difficoltà di reperimento del 72,0 per cento). Anche per le professioni sanitarie si registra una elevata crescita delle entrate associate a una maggiore difficoltà di reperimento: +56,1 per cento le entrate programmate rispetto a giugno 2019 e una difficoltà di reperimento del 42,6 per cento.

 

Fonte Unioncamere

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