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10 Novembre 2017 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Le cifre italiane secondo Bruxelles e Confindustria

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La Commissione europea ha pubblicato le previsioni economiche d’autunno. Nell’anno 2017 l’economia della zona euro dovrebbe crescere a un ritmo mai registrato nell’ultimo decennio, con una previsione di espansione del Pil reale del 2,2%, un dato decisamente superiore rispetto alle previsione di primavera (1,7%). Anche l’economia dell’UE nel suo complesso dovrebbe oltrepassare le aspettative, con una crescita energica del 2,3% (contro l’1,9% in primavera).

Il report, oltre al quadro generale, analizza nel merito ogni singolo paese. Per l’Italia la Commissione conferma i pronostici del Governo relativi alla crescita economica del 2017 (+1,5%), mentre ha valori inferiori per il 2018 (1,3% contro 1,5% preventivato dal Governo). Nel 2017, 2018 e 2019, secondo l’UE, l’Italia resta ultima in Europa in fatto di crescita, superata da Malta che secondo le previsioni è il Paese europeo che cresce di più: +5,6% nel 2017, +4,9% nel 2018 e +4,1% nel 2019.

In tema di disoccupazione, Bruxelles stima per l’Italia cifre ancora preoccupanti, considerando che per il 2017 la disoccupazione nell’eurozona si assesta al 9,1%. Nel nostro Paese si prevede l’11,3% per quest’anno, per poi scendere a 10,9% nel 2018 e a 10,5% nel 2019. Inoltre, l’inflazione – dopo tre anni di numeri vicini allo zero – nel 2017 salirà a +1,4% per poi calare all’1,2% nel 2018.

Accanto alla situazione disegnata dalla UE, il Centro studi di Confindustria ha reso noto lo stato di salute dell’industria italiana all’interno dello scenario mondiale dei produttori manifatturieri. Nel 2016, l’Italia si conferma al settimo posto tra i paesi più industrializzati e risulta seconda a livello europeo, dietro alla Germania (quinta potenza internazionale). Confindustria sottolinea come il recupero dell’industria italiana sia reale, nonostante una debole crescita dei prestiti alle imprese e l’aumento del costo del lavoro (dal 2007 al 2016 +15,2%). Secondo i tecnici il Pil italiano è in risalita, ma alle attuali condizioni bisogna attendere il 2021 per ritornare ai livelli pre crisi.

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