Mondo Impresa

20 Giugno 2019 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

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Le imprese della ristorazione non conoscono crisi

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I malati della sindrome “oggi non cucino” sono una miniera d’oro. Negli ultimi otto anni le imprese del food sono aumentate di 30 mila unità (+27,4 per cento) e nel 2017 il giro d’affari delle società del settore ha toccato quota 11,6 miliardi di euro. Questi dati emergono dall’analisi di Unioncamere-InfoCamere (Registro delle imprese italiane) per il periodo tra il 31 marzo 2011 e il 31 marzo 2019 inerente alle imprese con attività nel settore della ristorazione con somministrazione.

Nel periodo analizzato il numero delle aziende di ristorazione iscritte alle Camere di Commercio è cresciuto di quasi il 30 per cento corrispondente ad una media annua del 3,4 per cento con punte del 6,3 per cento in Sicilia e del 5 per cento in Campania.

Alla fine di marzo 2019, le imprese del settore hanno raggiunto le 142.958 unità, ben 30.724 in più rispetto alla stessa data del 2011. I protagonisti di questo universo vanno dal piccolo ristorante a conduzione familiare alla grande impresa di respiro globale, passando per le ormai diffusissime reti di franchising della cucina. A riprova della grande articolazione del comparto, i dati certificano una suddivisione sostanzialmente paritaria delle aziende tra società di capitale (il 32,6 per cento del totale), società di persone (il 31,7 per cento) e imprese individuali (il 34,4 per cento). Un’impresa su quattro è guidata da donne, da ‘under 35’ e da stranieri (rispettivamente 11,9 e l’11,5 per cento del totale).

La ricerca rivela che la crescita si è concentrata per due terzi nelle regioni del Centro-Sud. Delle oltre 30mila realtà in più rilevate a marzo 2019, il 37 per cento è localizzato nel Mezzogiorno e un altro 28 per cento in quelle del Centro, per un incremento esattamente pari al 66 per cento di quello complessivo. La vivacità maggiore si registra in Sicilia, dove tra 2011 e 2019 si è registrata una crescita del 50 per cento (2.847 imprese in più), Campania (+39,8 per cento corrispondenti a 3.661 realtà in più) e Lazio (+37,3 per cento equivalente a 4.743 operatori in più). La Lombardia, pur assente dai primi posti della classifica della crescita, è la regione italiana con il maggior numero di ristoranti (20mila) e il saldo più elevato in valore assoluto (+4.777 imprese) negli otto anni considerati.

A livello provinciale, leader è Siracusa dove, tra marzo 2011 e marzo 2019, si è registrata una crescita del 72 per cento nel numero degli operatori, pari ad un ritmo del 9 per cento in media all’anno. Con l’eccezione di Milano (al terzo posto con un aumento del 64 per cento nel periodo) le prime cinque piazze della graduatoria sono occupate da altre province siciliane: Catania, Palermo e Trapani, tutte oltre la soglia del 50 per cento di crescita negli otto anni. All’estremo opposto, due sole le province (Enna e Aosta) in cui la platea della ristorazione, nell’intervallo 2011-2019, si è ristretta.

Prendendo in esame le sole imprese costituite nella forma di società di capitali (per le quali vige l’obbligo di presentare il bilancio al Registro delle imprese delle Camere di commercio), la foto scattata alla fine di marzo di quest’anno restituisce il profilo di circa 21.400 realtà imprenditoriali della ristorazione italiana. Prese insieme, nell’anno 2017 (ultimo disponibile) queste imprese hanno realizzato un valore della produzione di poco superiore agli 11,7 miliardi di euro corrispondente ad una media di circa 543mila euro per azienda. Osservando questa torta dal punto di vista della tipologia di conduzione delle aziende, emerge come il 15,4 per cento del giro d’affari complessivo fa riferimento ad imprese a guida femminile, il 7,5 per cento a imprese guidate da persone non nate in Italia e il 6,7 per cento a giovani con meno di 35 anni.

Fonte Unioncamere-Infocamere

 

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