Mondo Impresa

15 Febbraio 2021 | Pubblicato da Redazione Daily Tax

0

Le partite Iva nel 2020

Print Friendly, PDF & Email

Nel corso del 2020 sono state aperte circa 464.700 nuove partite Iva ed in confronto all’anno precedente si è registrata una consistente diminuzione (-14,8 per cento), effetto dell’emergenza sanitaria in corso.

La distribuzione per natura giuridica mostra che il 72,2 per cento delle partite Iva è stato aperto da persone fisiche, il 21 per cento da società di capitali e solo il 3,4 per cento da società di persone. Rispetto al 2019 la flessione di avviamenti è generalizzata: dalle società di persone (-19,5 per cento), alle società di capitali (-16,3 per cento) fino alle persone fisiche (-15,7 per cento). Si nota, inoltre, il forte aumento di partite Iva avviate da soggetti non residenti (+42,9 per cento), connesso alla crescita del settore delle vendite on-line che presentava trend in aumento anche nel 2019.

Riguardo alla ripartizione territoriale, circa il 44 per cento delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 21,4 per cento al Centro e il 34,1 per cento al Sud e Isole. Il confronto con l’anno precedente evidenzia che tutte le Regioni mostrano un calo di avviamenti: i maggiori si sono registrati nelle Marche (-19 per cento), in Liguria (-18,7 per cento) e Toscana (-17,6 per cento), il più contenuto in Veneto (-5,3 per cento).

La classificazione per settore produttivo evidenzia che il commercio continua a registrare il maggior numero di aperture di partite Iva (circa il 20 per cento del totale), seguito dalle attività professionali (16,3 per cento) e dall’agricoltura (10,8 per cento). Rispetto al 2019 fra i settori principali solo la sanità risulta in attivo: +9,5 per cento; tutti gli altri comparti accusano consistenti flessioni di aperture: -34,1 per cento per alloggio e ristorazione, -33,5 per cento per attività sportive e d’intrattenimento e -24 per cento per le manifatturiere.

Lo scorso anno 215.563 soggetti hanno aderito al regime forfetario, con una flessione del 18 per cento in confronto al 2019; tali adesioni rappresentano il 46,4 per cento del totale delle nuove aperture di partita Iva.

Nel periodo gennaio-dicembre 2020 risultano 320.435 chiusure, rispetto alle 427.623 riscontrate nel corso del 2019. Pertanto, il dato del 2020, contrariamente all’atteso incremento delle chiusure per effetto della crisi economica generata dalla situazione sanitaria, mostra invece il 25 per cento di chiusure in meno rispetto al 2019. Questi dati sulle chiusure vanno comunque interpretati con cautela per tre motivi: 1) alcuni contribuenti potrebbero comunicare tardivamente l’avvenuta cessazione di attività nel 2020; 2) il dato del 2019 potrebbe comprendere alcune cessazioni d’ufficio operate dall’Agenzia delle Entrate per non-operatività; 3) spesso il contribuente non ottempera all’obbligo di chiusura della partita Iva al momento della cessazione dell’attività.

 

 

Fonte Mef

Tags: , , , ,


Segnalazioni, informazioni, comunicati, nonché rettifiche o precisazioni sugli articoli pubblicati vanno inviate a: redazione@dailytax.it




Back to Top ↑